Il rendiconto dimostra i risultati della gestione ed è approvato dal Consiglio entro il 30 aprile dell'anno successivo. Si compone di tre documenti: il conto del bilancio (dimostra i risultati della gestione finanziaria), il conto economico e lo stato patrimoniale (dimensione economico-patrimoniale). È corredato da numerosi allegati (tra cui l'Allegato n. 10, il prospetto per missioni/programmi).
Il conto del bilancio evidenzia il risultato di amministrazione (art. 186), determinato dal fondo di cassa aumentato dei residui attivi e diminuito dei residui passivi, al netto del FPV. È il saldo che sintetizza la gestione: può essere positivo (avanzo) o negativo (disavanzo).
Il risultato di amministrazione si scompone in quattro quote: accantonata (fondi obbligatori, tra cui il FCDE, il fondo contenzioso, il fondo perdite società partecipate), vincolata (vincoli di legge, da trasferimenti, da mutui, formalmente attribuiti dall'ente), destinata agli investimenti e disponibile (l'avanzo libero). Solo la quota disponibile è liberamente applicabile al bilancio; le altre hanno già una destinazione.
Il FCDE è l'accantonamento a fronte delle entrate di dubbia e difficile esigibilità (tipicamente Titoli 1 e 3). Si calcola sulla base della capacità di riscossione storica (rapporto tra incassi e accertamenti degli ultimi anni). Va stanziato già nel bilancio di previsione e rideterminato a rendiconto. Sterilizza quote di avanzo che poggiano su crediti che forse non saranno incassati: è il principale presidio di prudenza contro gli avanzi 'gonfiati' da residui attivi inesigibili.
L'avanzo disponibile può essere applicato al bilancio con le regole e le priorità di legge (es. copertura debiti fuori bilancio, salvaguardia equilibri, investimenti). Il disavanzo deve essere ripianato: di regola nell'esercizio successivo, ma per il disavanzo da riaccertamento straordinario o di natura specifica la legge consente piani di rientro pluriennali. Il disavanzo non ripianato aggrava la situazione e può condurre a predissesto o dissesto.
Prima del rendiconto, con il riaccertamento ordinario (determinazione del responsabile finanziario, approvata dalla Giunta), si rivedono i residui attivi e passivi: si eliminano quelli insussistenti e si reimputano quelli non esigibili all'esercizio di effettiva esigibilità, movimentando il FPV. Garantisce la veridicità del risultato.
Il segretario cura la legittimità dell'iter di approvazione del rendiconto e dei suoi presupposti (riaccertamento, pareri del revisore), e sa leggere il risultato di amministrazione per cogliere la reale salute finanziaria: un avanzo alto ma quasi tutto accantonato/vincolato non è spazio di manovra. È l'analisi che vale doppio in chi conosce la contabilità locale.
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