Preparazione Segretari comunali · Giorno 29 di 49 · Contabilita e finanza EE.LL.
Equilibri di bilancio, salvaguardia, assestamento e variazioni
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Obiettivo di oggi. Studiare il presidio dinamico del bilancio: il principio dell'equilibrio (art. 162), le variazioni di bilancio e l'assestamento (art. 175), la salvaguardia degli equilibri (art. 193) e un cenno al riequilibrio finanziario pluriennale. È il tema che misura la 'tenuta' del bilancio in corso d'anno: molto gettonato all'orale.
Fonti: TUEL artt. 162, 175, 193
1. Il principio dell'equilibrio (art. 162)
Il bilancio di previsione è deliberato nel rispetto del pareggio finanziario complessivo e degli equilibri tra entrate e spese. Non è un vincolo statico: va mantenuto per tutta la durata dell'esercizio. L'equilibrio è insieme un requisito di approvazione e un obbligo di gestione.
2. Equilibrio di parte corrente e di parte capitale
Si distinguono almeno due equilibri: quello di parte corrente (le entrate correnti - titoli 1, 2, 3 - devono coprire spese correnti e quote capitale dei mutui) e quello di parte capitale (le entrate in conto capitale e da prestiti finanziano gli investimenti). Regola d'oro: le spese correnti non si finanziano con debito. Entrate correnti possono invece finanziare investimenti (equilibrio consentito), non viceversa se non nei casi tipici previsti.
3. Le variazioni di bilancio (art. 175)
In corso d'anno il bilancio si adegua tramite variazioni. La competenza è ripartita: le variazioni sostanziali spettano al Consiglio; la Giunta può adottare in via d'urgenza variazioni salvo ratifica, e ha competenze proprie su determinate variazioni (es. tra dotazioni del PEG, prelievi dal fondo di riserva); ai dirigenti/responsabili spettano le variazioni meramente gestionali dei capitoli del PEG. Le variazioni di cassa e alcune tipologie tecniche seguono regole specifiche.
4. L'assestamento generale (art. 175, co. 8)
Entro il 31 luglio di ciascun anno il Consiglio approva l'assestamento generale: la verifica generale di tutte le voci di entrata e di spesa, per accertare il permanere degli equilibri. È il 'tagliando' di metà esercizio del bilancio.
5. La salvaguardia degli equilibri (art. 193)
Sempre entro il 31 luglio (contestualmente all'assestamento), il Consiglio verifica il permanere degli equilibri generali di bilancio. Se emergono situazioni di squilibrio o un disavanzo di gestione o di amministrazione, il Consiglio adotta i provvedimenti per il ripiano (recupero, riduzione di spese, nuove entrate). La mancata adozione dei provvedimenti equivale, ai fini dei controlli, a mancata approvazione del bilancio, con possibile intervento sostitutivo e scioglimento del Consiglio (art. 141 TUEL).
6. Il riequilibrio finanziario pluriennale (cenno, art. 243-bis)
L'ente in situazioni di squilibrio strutturale tale da provocarne il dissesto può ricorrere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale (il cosiddetto 'predissesto'): un piano pluriennale approvato dal Consiglio e valutato dalla Corte dei conti, alternativo alla dichiarazione di dissesto (art. 244).
7. Perché conta per il segretario
Il segretario presidia il rispetto dei termini (31 luglio) e delle competenze nelle variazioni, e la corretta istruttoria degli atti di salvaguardia. È un tema in cui la legittimità procedurale ha conseguenze pesantissime (fino allo scioglimento del Consiglio): saperlo esporre con precisione paga all'orale.
In sintesi
- Equilibrio (art. 162): pareggio e equilibri da mantenere per tutto l'esercizio.
- Equilibrio di parte corrente e di parte capitale; le spese correnti non si finanziano con debito.
- Variazioni (art. 175): competenze ripartite tra Consiglio, Giunta (anche d'urgenza con ratifica) e responsabili.
- Assestamento generale entro il 31 luglio (art. 175 co. 8).
- Salvaguardia degli equilibri entro il 31 luglio (art. 193); la mancata adozione equivale a mancata approvazione del bilancio.
- Riequilibrio finanziario pluriennale (art. 243-bis) come alternativa al dissesto.
Domande d'orale probabili
Rispondi ad alta voce in 60-90 secondi, poi controlla i punti chiave. E' cosi' che si allena l'orale.
D1. Cosa impone il principio dell'equilibrio di bilancio?
- pareggio finanziario complessivo e equilibri tra entrate e spese (art. 162)
- è requisito di approvazione e obbligo per tutta la durata dell'esercizio
- distinzione tra equilibrio di parte corrente e di parte capitale
- le spese correnti non possono finanziarsi con indebitamento
D2. Come si ripartiscono le competenze sulle variazioni di bilancio?
- le variazioni sostanziali spettano al Consiglio (art. 175)
- la Giunta può variare in via d'urgenza salvo ratifica e ha competenze proprie (es. fondo di riserva)
- ai responsabili le variazioni gestionali dei capitoli del PEG
- esistono regole specifiche per variazioni di cassa e tecniche
D3. In cosa consiste la salvaguardia degli equilibri (art. 193)?
- verifica, entro il 31 luglio, del permanere degli equilibri generali
- in caso di squilibrio o disavanzo, il Consiglio adotta i provvedimenti di ripiano
- si svolge contestualmente all'assestamento generale
- la mancata adozione equivale a mancata approvazione del bilancio (rischio scioglimento)
D4. Cos'è l'assestamento generale e quando avviene?
- verifica generale di tutte le voci di entrata e spesa
- approvato dal Consiglio entro il 31 luglio (art. 175 co. 8)
- è il 'tagliando' di metà esercizio del bilancio
- spesso deliberato insieme alla salvaguardia degli equilibri