Le entrate del bilancio armonizzato sono ordinate per titoli (secondo la fonte), poi per tipologie e categorie. I titoli: 1 entrate correnti di natura tributaria; 2 trasferimenti correnti; 3 entrate extratributarie; 4 entrate in conto capitale; 5 entrate da riduzione di attività finanziarie; 6 accensione di prestiti; 7 anticipazioni da istituto tesoriere; 9 entrate per conto terzi e partite di giro. La tipologia è l'unità di voto per l'entrata.
La gestione dell'entrata si articola in tre fasi: accertamento → riscossione → versamento. Sono la scansione giuridico-contabile con cui un diritto di credito dell'ente diventa denaro nelle sue casse.
L'entrata è accertata quando, sulla base di idonea documentazione, sono verificati: la ragione del credito, il titolo giuridico, il soggetto debitore, l'ammontare e la scadenza. Per il principio della competenza finanziaria potenziata l'accertamento è imputato all'esercizio in cui l'obbligazione attiva viene a scadenza. È la fase in cui nasce contabilmente il credito.
È il materiale introito delle somme. Avviene tramite ordinativo di incasso (reversale) trasmesso al tesoriere, il quale incassa e rilascia quietanza. La reversale contiene gli elementi identificativi del debitore, la causale, l'importo e l'imputazione al bilancio.
È l'ultima fase: il trasferimento delle somme riscosse nelle casse dell'ente (presso il tesoriere). Chiude il ciclo dell'entrata. Tra riscossione e versamento può esserci uno scarto quando la riscossione avviene tramite agenti contabili o incaricati esterni.
Con il D.Lgs 118/2011 vige la competenza finanziaria potenziata: accertamenti e impegni si imputano all'esercizio in cui l'obbligazione diviene esigibile (per l'entrata: viene a scadenza). È il cuore dell'armonizzazione: allinea la contabilità alla reale movimentazione di cassa attesa e limita i residui fittizi.
Non tutte le entrate accertate saranno incassate. Per questo, già in previsione, l'ente accantona il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE), calcolato sulle entrate di dubbia e difficile riscossione (tipicamente Titoli 1 e 3). È un accantonamento prudenziale che sterilizza quote di entrata incerte: se ne parla diffusamente con il rendiconto (giorno 30).
Il segretario presidia la legittimità degli atti di accertamento e riscossione, la corretta imputazione temporale e il rispetto delle competenze degli organi. Conoscere il ciclo dell'entrata serve a leggere la solidità finanziaria dell'ente: un ente che accerta molto ma riscuote poco accumula residui attivi rischiosi.
Rispondi ad alta voce in 60-90 secondi, poi controlla i punti chiave. E' cosi' che si allena l'orale.