Preparazione Segretari comunali · Giorno 1 di 49 · Diritto costituzionale

Le fonti del diritto e la gerarchia delle norme

Lettura stimata: circa 55 minuti
Obiettivo di oggi. Saper collocare qualsiasi norma nella scala gerarchica, risolvere le antinomie con il criterio giusto e riconoscere la potestà normativa degli enti locali (statuti e regolamenti). È la base su cui poggia tutto il diritto amministrativo e l'ordinamento degli enti locali: senza questa mappa non si legge nessun altro istituto.
Fonti: Costituzione; Preleggi; L. 400/1988; Tratt. UE

1. Che cosa sono le fonti del diritto

Le fonti del diritto sono gli atti e i fatti abilitati dall'ordinamento a produrre, modificare o abrogare norme giuridiche. Si distinguono in:

Il momento in cui una norma entra in vigore è governato da due passaggi: la pubblicazione e la vacatio legis (di regola 15 giorni dalla pubblicazione, salvo diverso termine). Da qui scatta la presunzione di conoscenza della legge (ignorantia legis non excusat).

2. Il sistema è gerarchico: i criteri per risolvere i conflitti

Quando due norme disciplinano lo stesso caso in modo incompatibile si ha un'antinomia. L'ordinamento la risolve con quattro criteri, da conoscere a memoria perché sono un classico da quiz e da orale:

  1. Criterio gerarchico (lex superior derogat inferiori): la norma di rango superiore prevale; quella inferiore contrastante è illegittima (annullabile, non semplicemente disapplicata, se è un atto amministrativo; se è legge, va alla Corte costituzionale).
  2. Criterio cronologico (lex posterior derogat priori): tra norme di pari grado prevale la più recente, che abroga la precedente (espressa, tacita o per incompatibilità).
  3. Criterio della competenza: ogni fonte ha un ambito riservato dalla Costituzione; se una fonte invade la sfera di un'altra è viziata a prescindere dal rango. È il criterio che regge i rapporti Stato-Regioni (art. 117 Cost.) e la posizione dei regolamenti parlamentari.
  4. Criterio di specialità (lex specialis derogat generali): la norma speciale prevale su quella generale per il caso da essa regolato, senza abrogarla.

Attenzione all'errore più comune: il criterio gerarchico prevale sul cronologico. Una legge nuova non può derogare alla Costituzione; una fonte secondaria nuova non batte una fonte primaria vecchia.

3. La scala gerarchica delle fonti italiane

Dall'alto verso il basso:

4. Riserva di legge e principio di legalità

La riserva di legge è la scelta del Costituente di affidare certe materie solo alla legge (o atto avente forza di legge), sottraendole al regolamento. Si distingue in:

Strettamente legato è il principio di legalità: l'azione amministrativa deve avere fondamento nella legge. Per il segretario comunale è il cuore del mestiere: ogni atto dell'ente deve trovare una base normativa, e il segretario ne è garante di legittimità.

5. La potestà normativa degli enti locali (il punto che fa la differenza)

La riforma del Titolo V (L. cost. 3/2001) ha costituzionalizzato l'autonomia normativa degli enti locali. L'art. 114 Cost. pone Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni come enti costitutivi della Repubblica, dotati di propri statuti, poteri e funzioni. L'art. 117, comma 6, riconosce ai Comuni la potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.

Nel dettaglio (TUEL, D.Lgs 267/2000):

La scala interna all'ente è dunque: legge statale/regionale > statuto > regolamenti > atti amministrativi generali. Confondere statuto e regolamento, o pensare che un regolamento comunale possa derogare a una legge statale, è l'errore che a un orale da segretario si paga caro.

6. Perché tutto questo conta per il segretario comunale

Il segretario svolge funzioni di collaborazione e assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'ente (art. 97 TUEL): sovraintende alla legittimità, roga i contratti, esprime pareri. Padroneggiare la gerarchia delle fonti significa saper dire, di fronte a qualunque atto, quale norma prevale e perché. È la bussola. Tutte le materie che studieremo nei prossimi giorni - procedimento, contabilità, tributi, contratti - sono applicazioni di questa mappa.

In sintesi (da fissare)

Domande d'orale probabili

Rispondi ad alta voce in 60-90 secondi, poi controlla i punti chiave. E' cosi' che si allena l'orale.

D1. Mi illustri la gerarchia delle fonti nel nostro ordinamento.
  • Costituzione e leggi costituzionali al vertice (revisione ex art. 138)
  • fonti UE: prevalenza con disapplicazione della norma interna incompatibile
  • fonti primarie: legge ordinaria, decreto legge (art. 77) e decreto legislativo (art. 76), referendum abrogativo, leggi regionali
  • fonti secondarie: regolamenti (statali ed enti locali)
  • consuetudine come fonte-fatto in coda
D2. Come si risolve un contrasto tra due norme? E se una legge nuova contrasta con la Costituzione?
  • quattro criteri: gerarchico, cronologico, competenza, specialità
  • il gerarchico prevale sul cronologico: la legge nuova non batte la Costituzione
  • una legge incostituzionale va rimessa alla Corte costituzionale, non disapplicata dal giudice comune
D3. Che rapporto c'è tra diritto dell'Unione europea e legge interna incompatibile?
  • primato del diritto UE (artt. 11 e 117 Cost.)
  • il regolamento UE è direttamente applicabile
  • la norma interna contrastante è disapplicata, non annullata né abrogata
  • riferimenti giurisprudenziali: Simmenthal, Granital
D4. Statuto e regolamento comunale: che posizione hanno nella gerarchia?
  • art. 114 e 117.6 Cost. fondano la potestà normativa locale
  • lo statuto (art. 6 TUEL) è sovraordinato ai regolamenti (art. 7 TUEL)
  • entrambi restano subordinati alla legge statale e regionale: un regolamento non può derogarla
D5. Cos'è la riserva di legge e perché rileva per l'azione amministrativa?
  • assoluta: disciplina interamente riservata alla legge; relativa: legge sui principi, regolamento sul dettaglio
  • collegata al principio di legalità: l'azione amministrativa deve avere base nella legge
  • per il segretario è il fondamento del controllo di legittimità degli atti (art. 97 TUEL)

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