Sanità pubblica: normativa e diritto alla salute · Giorno 16 di 20 · Il dibattito e i dati
Liste d'attesa e sanità duale: la normativa (L. 213/2023, DL 73/2024)
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Obiettivo di oggi. Capire come si governano le liste d'attesa: classi di priorità (U/B/D/P), PNGLA e RAO, e la stretta 2023-2024 (L. 213/2023, DL 73/2024: CUP unico, agende aperte, prestazioni aggiuntive, poteri sostitutivi). Cogliere il nodo intramoenia/privato e la 'sanità duale', il legame con la mobilità passiva (ponte al VCO) e il punto critico: il problema è soprattutto di offerta (personale), non solo di domanda impropria.
Fonti: L. 213/2023 (bilancio) e DL 73/2024 liste d'attesa; PNGLA; classi di priorità; mobilità sanitaria; agende chiuse; intramoenia vs privato
1. Il sintomo che tutti conoscono
Le liste d'attesa sono il volto quotidiano della crisi del SSN: mesi per una visita, esami rimandati, agende «chiuse». È il punto in cui il diritto alla salute (giorno 1) diventa, o non diventa, esigibile. Oggi vediamo come la legge prova a governarle e perché il problema si intreccia con il rapporto pubblico-privato — la cosiddetta sanità duale.
2. Le regole: classi di priorità e PNGLA
Le liste non sono tutte uguali: la prescrizione del medico assegna una classe di priorità che fissa il tempo massimo entro cui la prestazione va garantita. Le classi (definite dai Piani nazionali e regionali):
- U — Urgente: entro 72 ore;
- B — Breve: entro 10 giorni;
- D — Differibile: entro 30 giorni (visite) o 60 (esami);
- P — Programmabile: entro 120 giorni.
Il quadro di riferimento è il PNGLA (Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa), che fissa standard e strumenti come i RAO (Raggruppamenti di Attesa Omogenei) per prescrivere in modo appropriato.
3. La stretta del 2023-2024
Di fronte al peggioramento, il legislatore è intervenuto con la L. 213/2023 (legge di bilancio 2024) e soprattutto il DL 73/2024 («decreto liste d'attesa»), che introduce:
- CUP unico regionale — un solo sistema di prenotazione che vede tutte le agende (pubblico e privato accreditato), per superare le agende chiuse;
- obbligo di agende aperte e apertura anche il sabato e la domenica;
- possibilità di superare il tetto di spesa del personale per pagare le prestazioni aggiuntive;
- una Piattaforma nazionale liste d'attesa e un organismo di verifica (con il coinvolgimento di AGENAS e NAS) e poteri sostitutivi statali verso le Regioni inadempienti.
4. Il nodo intramoenia e la sanità duale
Qui si salda il discorso con l'intramoenia (giorno 4) e il privato accreditato (giorno 9). Il cortocircuito è noto: la stessa prestazione può essere disponibile a pagamento in tempi brevi (intramoenia o privato) e gratuita ma lontanissima con il SSN. Nasce così la sanità duale: chi ha soldi o un'assicurazione accede prima, chi non ne ha aspetta o rinuncia (giorno 15). Il DL 73/2024 tenta di riequilibrare imponendo che l'intramoenia non superi l'attività istituzionale e alimenti le liste pubbliche.
Verifica critica. Attenzione a non ridurre le liste a un problema di «domanda impropria» (troppe prescrizioni inutili). Quella componente esiste ed è giusto governarla con i RAO, ma il cuore del problema è l'offerta: mancano medici, infermieri, ore-macchina, per le ragioni viste ai giorni 8-9-15 (tetti, blocco turnover, sottofinanziamento). Le norme del 2024 sono nella direzione giusta, ma senza personale restano parziali: puoi aprire le agende il sabato solo se hai chi ci lavora. Non confondere «abbattere le liste» con «assumere e organizzare»: la seconda è la condizione della prima.
5. La mobilità sanitaria: il ponte verso il territorio
Chi può permetterselo, di fronte alle liste, si sposta: fa la prestazione in un'altra Regione o in un altro territorio. È la mobilità sanitaria, che dal punto di vista dei conti diventa mobilità passiva per il territorio che «perde» i pazienti (e le relative risorse). È esattamente ciò che accade al VCO (giorno 19), che perde circa 19 milioni l'anno di prestazioni erogate fuori. Le liste, quindi, non sono solo un disagio: sono anche un drenaggio di risorse dal territorio.
6. Glossario minimo
- Classi di priorità (U/B/D/P) — i tempi massimi di garanzia per ciascuna prestazione.
- PNGLA — Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa; RAO — criteri di prescrizione appropriata.
- DL 73/2024 — 'decreto liste d'attesa': CUP unico, agende aperte, prestazioni aggiuntive, poteri sostitutivi.
- Sanità duale — chi paga accede prima (privato/intramoenia), chi no aspetta o rinuncia.
- Mobilità (passiva) — pazienti che si curano altrove; per il territorio è perdita di risorse.
In sintesi. Le liste d'attesa sono governate da classi di priorità e dal PNGLA; la stretta 2023-2024 (L. 213/2023, DL 73/2024) introduce CUP unico, agende aperte, prestazioni aggiuntive e poteri sostitutivi. Ma il problema è soprattutto di offerta (personale): senza, le norme restano parziali, e si alimentano la sanità duale e la mobilità passiva. Da domani (giorno 17) entriamo nel blocco territoriale: prima l'autonomia differenziata, poi Piemonte e VCO.
Domande guida per approfondire
Prova a rispondere a voce in 60-90 secondi, poi controlla i punti chiave. Sono le domande su cui misuri se hai capito davvero.
D1. Cosa sono le classi di priorità delle liste d'attesa?
- La prescrizione assegna una classe che fissa il tempo massimo di garanzia
- U urgente 72h, B breve 10gg, D differibile 30/60gg, P programmabile 120gg
- Quadro di riferimento: PNGLA e RAO per la prescrizione appropriata
D2. Cosa introduce il DL 73/2024 sulle liste?
- CUP unico regionale che vede tutte le agende (pubblico e privato accreditato)
- Obbligo di agende aperte, apertura sabato/domenica, prestazioni aggiuntive oltre il tetto
- Piattaforma nazionale, organismo di verifica (AGENAS/NAS), poteri sostitutivi
D3. Cos'è la 'sanità duale' e come nasce?
- La stessa prestazione a pagamento in tempi brevi (intramoenia/privato) e gratuita ma lontana col SSN
- Chi ha soldi o assicurazione accede prima, chi no aspetta o rinuncia
- Il DL 73/2024 tenta di riequilibrare limitando l'intramoenia
D4. Perché le liste sono soprattutto un problema di offerta?
- La domanda impropria esiste e si governa con i RAO, ma il cuore è la mancanza di personale e ore-macchina
- Senza personale, aprire le agende il sabato resta parziale
- Non confondere 'abbattere le liste' con 'assumere e organizzare'