I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) sono l'elenco delle prestazioni e dei servizi che il SSN è tenuto a garantire a tutti, gratuitamente o con la compartecipazione (ticket), con le risorse pubbliche. Sono la traduzione concreta dell'art. 32 e del principio di uguaglianza: il «pavimento» di diritti sanitari esigibili in ogni Regione. Fuori dai LEA, una prestazione la paghi di tasca tua.
Base normativa: D.Lgs 502/1992, art. 1 (come modificato dalla Bindi); primo elenco con il DPCM 29/11/2001; nuovi LEA con il DPCM 12 gennaio 2017, tuttora vigente.
I LEA sono organizzati in tre aree:
Esempio. Uno screening mammografico rientra nella prevenzione collettiva ed è garantito senza costi alle fasce d'età previste; una protesi inclusa nel nomenclatore è dovuta; una prestazione fuori dai LEA (es. certe medicine non essenziali o prestazioni non riconosciute) resta a carico del cittadino.
Dentro i LEA ci sono i nomenclatori: gli elenchi dettagliati con le tariffe della specialistica ambulatoriale e della protesica. Il DPCM 2017 ha ampliato i LEA (nuovi vaccini, screening neonatale esteso, procreazione medicalmente assistita, nuove protesi), ma i nomenclatori con le nuove tariffe sono entrati in vigore con forte ritardo (rinvii ripetuti, attuazione tra 2024 e 2025). È un caso da manuale di scarto tra diritto scritto e diritto esigibile.
Verifica critica. «I LEA sono stati aggiornati nel 2017» è vero solo a metà: l'elenco è stato ampliato, ma senza tariffe aggiornate molte prestazioni nuove sono rimaste sulla carta per anni, non erogabili in concreto. Quando si valuta se un diritto è garantito, non basta che sia nei LEA: bisogna verificare che sia finanziato e tariffato. È esattamente il metodo «confuta i dati» applicato alla sanità.
Garantire i LEA sulla carta non basta: serve misurare se le Regioni li erogano davvero. Lo strumento è il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), introdotto dal DM 12 marzo 2019, che dal 2020 ha sostituito la vecchia «Griglia LEA». Il NSG valuta ogni Regione con decine di indicatori sui tre livelli (prevenzione, territorio, ospedale) e produce punteggi: le Regioni sotto soglia sono inadempienti e possono subire conseguenze (piani di rientro, giorno 8). Il Comitato LEA coordina la verifica.
Esempio. Una Regione può avere ottimi ospedali ma un territorio debole (poca assistenza domiciliare, screening a bassa copertura): il NSG lo fotografa livello per livello, impedendo che i buoni numeri di un'area nascondano le carenze di un'altra.
I LEA non sono sempre gratuiti: per alcune prestazioni (specialistica, farmaceutica, pronto soccorso non urgente) è prevista una compartecipazione (ticket). Esistono però ampie esenzioni per reddito, età, patologia cronica, invalidità. Il sistema di ticket ed esenzioni varia in parte da Regione a Regione — di nuovo l'effetto Titolo V (giorno 5).
In sintesi. I LEA sono il pavimento concreto del diritto alla salute: cosa il SSN garantisce a tutti, su tre livelli (prevenzione, territorio, ospedale). Il DPCM 2017 li ha ampliati, ma senza tariffe aggiornate molte prestazioni sono rimaste 'sulla carta' fino al 2024-2025. Il NSG misura l'erogazione reale per Regione. Domani (giorno 7) vediamo con quali soldi tutto questo si finanzia: il Fondo Sanitario Nazionale.
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