La previdenza italiana: pensioni e generazioni · Giorno 8 di 10 · Le cause

Donne, cura e servizi: dal divario salariale al divario pensionistico, e il conto del secondo stipendio

Lettura stimata: circa 55 minuti
Obiettivo di oggi. Capire perché il divario tra donne e uomini diventa più grande passando dallo stipendio alla pensione; conoscere le tutele previdenziali per maternità e cura e i loro limiti; vedere con un esempio numerico dichiarato come la mancanza di servizi pubblici (nidi, assistenza) spinga a rinunciare al secondo stipendio e che cosa costa, poi, in pensione.
Fonti: D.Lgs 151/2001; D.Lgs 198/2006; L. 162/2021; D.Lgs 105/2022; L. 335/1995 art. 1 c. 40; CIV-INPS Rendiconto di genere 2024; EURES-CNG 2023; CNEL 2025; Cittadinanzattiva

1. Un paradosso: il divario orario è basso, quello pensionistico altissimo

Secondo l'ILO il divario salariale orario tra donne e uomini in Italia è del 9,3%, uno dei più bassi dell'Unione europea. Eppure la pensione previdenziale media delle donne è più bassa del 34% (1.491,7 contro 2.260,6 euro lordi al mese nel 2025, Rendiconto sociale CIV-INPS). Come è possibile?

Perché la pensione non si calcola sulla paga oraria, ma su quante ore, quanti anni e con quale continuità si è lavorato. E su tutti e tre i fronti le donne partono svantaggiate:

FattoreIl datoFonte
OccupazioneTasso di occupazione 54,4% donne contro 71,6% uomini: 17 punti di distanzaINPS, XXV Rapporto annuale 2026
Part-time involontario (25-34 anni, 2023)16,8% delle occupate contro 6,9% degli occupatiISTAT BES, in CIV-INPS Rendiconto di genere 2024
Salari bassiLe donne sono il 43,2% dei dipendenti ma il 51,9% dei dipendenti a basso salarioILO 2024-25, nota Italia
Giovani sotto i 5.000 euro l'anno (2021)32,3% delle under 35 contro 22,8% dei coetaneiEURES-CNG 2023
Contributi versati da giovaniIl 20,8% delle giovani ha meno di un quinto dei contributi teorici (13,3% dei maschi); solo il 6,5% ha una carriera piena (9,5% dei maschi)EURES-CNG 2023
Pensioni anticipate FPLDAlle donne va solo il 27,1% delle pensioni anticipate dei dipendenti privati: 42 anni di contributi sono un traguardo raroCIV-INPS, Rendiconto di genere 2024
Il meccanismo in una frase. Nel contributivo il divario non si ferma allo stipendio: si accumula. Ogni ora in meno, ogni anno di part-time, ogni interruzione per cura viene «capitalizzata» nel montante e ritorna come pensione più bassa per tutta la vecchiaia.

2. Le tutele che ci sono

TutelaCosa prevedeNorma
Congedo di maternitàCoperto da contributi figurativi, senza bisogno di anzianità pregressa; se avviene fuori dal rapporto di lavoro può essere comunque riconosciuto a certe condizioniD.Lgs 151/2001, art. 25
Congedo parentaleCoperto da contribuzione figurativa (piena per i periodi indennizzati, ridotta per gli altri)D.Lgs 151/2001, art. 35
Congedo di paternità obbligatorio10 giorni lavorativi per il padreD.Lgs 151/2001, art. 27-bis (D.Lgs 105/2022)
Accrediti figurativi nel contributivo170 giorni per ogni figlio per assenze fino ai 6 anni; 25 giorni l'anno (massimo 24 mesi) per assistere familiari con disabilità graveL. 335/1995, art. 1, c. 40, lett. a-b
Bonus per le madri nel contributivo4 mesi di anticipo sull'età di vecchiaia per ogni figlio (fino a 16 mesi) oppure un coefficiente di trasformazione più altoL. 335/1995, art. 1, c. 40, lett. c
Parità salarialeCertificazione della parità di genere e rapporto biennale sul personale per le aziende con più di 50 dipendentiL. 162/2021; D.Lgs 198/2006
Novità 2026Priorità nel passaggio al part-time per i genitori con almeno tre figli, con esonero contributivo per il datore (la pensione del lavoratore non viene ridotta dall'esonero)L. 199/2025, c. 214-215
I limiti. Le tutele coprono l'evento (la maternità, il congedo), non la carriera: non restituiscono gli anni di part-time, le promozioni mancate, le dimissioni dopo la nascita di un figlio. Opzione donna, l'uscita anticipata per le donne, è finita nel 2025 e comunque costava un taglio dell'assegno con il ricalcolo contributivo. E la norma 2026 sul part-time, pensata per aiutare, rischia di spingere ancora di più le madri verso orari ridotti, con effetti sulla pensione.

3. Il conto del secondo stipendio: un esempio dichiarato

Facciamo un conto trasparente. Tutte le ipotesi sono scritte: cambiandole cambia il risultato, ed è proprio questo il punto.

ScenarioStipendio nettoCosto del nidoResta alla famiglia
Posto al nido comunale800303497
Nessun posto pubblico: servizio a costo pieno800~735~65

Nel secondo scenario, tolti trasporti e altri costi, lavorare può non convenire economicamente. È una scelta razionale nel breve periodo. Ma guardiamo il conto lungo:

Il costo in pensione. Con una retribuzione lorda di 12.000 euro l'anno (ipotesi coerente con un part-time), ogni anno a casa toglie 12.000 × 33% = 3.960 euro dal montante. Cinque anni fuori dal lavoro valgono 19.800 euro di montante, cioè circa 1.110 euro l'anno di pensione in meno (con il coefficiente di oggi, 5,608%), circa 85 euro al mese per tutta la vecchiaia. Dieci anni: circa 170 euro al mese. A cui si aggiungono le promozioni e gli aumenti persi rientrando.

Il risultato è un circolo: pochi servizi → la cura resta in famiglia → la donna lascia o riduce il lavoro → meno contributi → pensione povera → in vecchiaia, meno risorse per pagarsi l'assistenza di cui avrà bisogno. Spezzarlo non è compito delle famiglie, ma delle politiche pubbliche: nidi, tempo pieno a scuola, assistenza domiciliare agli anziani, congedi paritari tra madri e padri.

4. Cosa NON dire

Tre concetti da portare via.
1. Il divario orario è del 9,3%, quello pensionistico del 34%: il contributivo accumula le differenze di ore, anni e continuità.
2. Le tutele coprono l'evento (maternità, congedi), non la carriera persa.
3. Senza servizi pubblici la cura torna in famiglia: il «risparmio» di oggi si paga in pensione, circa 85 euro al mese per ogni cinque anni fuori dal lavoro (nell'esempio).

Fonti verificate il 29/09/2026: ILO, Rapporto mondiale sui salari 2024-25, nota Italia; INPS, XXV Rapporto annuale 2026; CIV-INPS, Rendiconto di genere 2024 e Rendiconto sociale (via Sky TG24, 25/06/2026); EURES-CNG 2023; CNEL, Relazione servizi pubblici 2025; Cittadinanzattiva, Osservatorio prezzi e tariffe (nidi 2019-2020); D.Lgs 151/2001 artt. 25, 27-bis, 35; L. 335/1995 art. 1 c. 40; L. 162/2021; L. 199/2025 c. 214-215 (testi vigenti Normattiva). Lo stipendio di 800 euro e la RAL di 12.000 euro sono ipotesi didattiche di Bogdanov; il costo pieno del nido è approssimato con la spesa comunale per bambino accolto.

Domande guida per approfondire

Prova a rispondere a voce in 60-90 secondi, poi controlla i punti chiave. Sono le domande su cui misuri se hai capito davvero.

D1. Perché il divario tra donne e uomini è del 9,3% sulla paga oraria ma del 34% sulla pensione?
  • La pensione dipende da ore, anni e continuità, non dalla paga oraria
  • Meno occupazione (54,4% contro 71,6%), più part-time involontario, più interruzioni
  • Nel contributivo le differenze si accumulano nel montante
D2. Quali tutele previdenziali esistono per maternità e cura?
  • Contributi figurativi per maternità e congedo parentale (D.Lgs 151/2001)
  • Nel contributivo: 170 giorni per figlio, 25 giorni l'anno per assistenza (L. 335/1995 c. 40)
  • Anticipo di 4 mesi per figlio o coefficiente maggiorato
D3. Racconta l'esempio del secondo stipendio e il suo costo in pensione.
  • 800 euro netti: con nido comunale restano 497 euro, a costo pieno circa 65
  • Cinque anni fuori dal lavoro con RAL 12.000 euro = 19.800 euro di montante in meno
  • Circa 85 euro al mese di pensione in meno per sempre

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