La previdenza italiana: pensioni e generazioni · Giorno 6 di 10 · Sostenibilità
Chi sta in piedi e chi no: la sostenibilità delle gestioni previdenziali, con lo schema completo
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Obiettivo di oggi. Leggere lo stato di salute di ogni gestione previdenziale con tre indicatori (rapporto attivi/pensionati, saldo, aliquota di equilibrio), costruire lo schema completo del sistema e saperne dare un'interpretazione onesta: perché alcune gestioni sono in rosso, chi paga il disavanzo, cosa c'entrano il blocco delle assunzioni pubbliche e i precari della gestione separata.
Fonti: Itinerari XIII capp. 1-3 (tabelle 2.2-2.19, aliquote di equilibrio, casse privatizzate); D.Lgs 509/1994; D.Lgs 103/1996; RGS Rapporto n. 26 cap. 3
1. Tre indicatori per giudicare una gestione
- Rapporto attivi/pensionati. Quanti lavoratori versano per ogni pensione pagata. Sotto 1,5 il sistema a ripartizione fa fatica; sotto 1 la gestione non può reggersi da sola.
- Saldo. Contributi incassati meno pensioni pagate (al netto della parte assistenziale). Se è negativo, la differenza la copre lo Stato con le tasse.
- Aliquota di equilibrio. L'aliquota che servirebbe perché i contributi pagassero esattamente le pensioni. Se è più alta di quella effettiva, la gestione è in deficit strutturale. Itinerari la calcola con la formula â = (pensione media / reddito medio) × (pensionati / attivi).
2. Lo schema completo (dati 2024)
Fonte: Itinerari Previdenziali, XIII Rapporto 2026, tabelle 1.2 e 2.2-2.18. Entrate e saldi in miliardi di euro. Aliquota di equilibrio: quella necessaria per il pareggio; «scarto» = differenza con l'aliquota effettiva (negativo = deficit).
| Gestione | Attivi | Pensionati | Attivi per pensionato | Saldo 2024 | Aliquota di equilibrio | Scarto |
| FPLD dipendenti privati | 15.652.550 | 7.541.790 | 2,08 | +23,6 | 30,2% | +4,2 |
| Fondo ex Ferrovie dello Stato | 18.450 | 198.490 | 0,09 | −0,03* | — | — |
| Fondo ex IPOST (Poste) | 115.930 | 169.220 | 0,69 | −1,2 | — | — |
| Fondo ex INPGI (giornalisti) | 13.700 | 10.050 | 1,36 | −0,4 | 65,0% | −46,1 |
| Totale dipendenti privati (comparto) | 16.136.020 | 8.375.080 | 1,93 | +11,6 | 34,1% | +0,1 |
| Dipendenti pubblici (ex INPDAP) | 3.351.000 | 3.177.980 | 1,05 | −46,4 | 56,8% | −20,8 |
| di cui Cassa enti locali | | | | | 71,8% | −34,8 |
| di cui Cassa sanitari | | | | | 58,3% | −21,5 |
| di cui Dipendenti dello Stato | | | | | 48,8% | −13,4 |
| Artigiani | 1.336.000 | 1.803.800 | 0,74 | −3,8 | 35,7% | −10,6 |
| Commercianti | 1.927.300 | 1.506.780 | 1,28 | +0,6 | 25,5% | +0,4 |
| Coltivatori diretti, coloni e mezzadri | 408.250 | 1.149.930 | 0,36 | −2,0 | 64,5% | −39,4 |
| Gestione separata (parasubordinati) | 1.730.000 | 621.400 | 2,78 | +9,9 | 6,1% | +23,2 |
| Casse professionisti 509/1994 (escluso ENPAM) | 1.099.577 contribuenti (tutte le casse: 1,33 milioni) | — | 11,4% | +9,4 |
| Casse professionisti 103/1996 | 228.336 contribuenti, in crescita (+4,9%) | — | 2,5% | +14,2 |
| Totale sistema obbligatorio | 1,48 occupati per pensionato (1,77 contando solo i pensionati previdenziali) | −18,9** | 34,2% | −2,4 |
* Il fondo ex FS è quasi in pareggio solo grazie ai trasferimenti dello Stato inclusi nelle entrate. ** Somma dei saldi dei singoli fondi al netto dei trasferimenti assistenziali (Itinerari, cap. 1).
3. Come leggere lo schema: quattro storie
Storia 1: i dipendenti privati reggono
Il FPLD, la gestione più grande, ha più di due lavoratori per pensionato e un attivo di 23,6 miliardi. L'aliquota che servirebbe per il pareggio (30,2%) è più bassa di quella che si paga (33%). I disavanzi del comparto privato vengono dai vecchi fondi speciali di settori che si sono ristretti o privatizzati: ferrovieri (0,09 attivi per pensionato), postali, elettrici, telefonici, giornalisti. Sono pensioni nate in aziende pubbliche con regole di favore, oggi chiuse a nuovi ingressi.
Storia 2: il rosso dei dipendenti pubblici, e perché
È il dato che fa più notizia: −46,4 miliardi, il 90,5% di tutte le perdite dei fondi in disavanzo. Ma va letto bene. Le cause, secondo lo stesso rapporto Itinerari, sono:
- il blocco delle assunzioni dopo il 2008, in alcuni anni totale, insieme all'accelerazione dei pensionamenti: il rapporto è sceso a 1,05. Meno assunti, meno contributi. Nei comuni si è perso il 20% del personale in dieci anni (ISTAT);
- lo Stato-datore di lavoro per decenni non ha versato i contributi come un'azienda privata: pagava direttamente le pensioni dal bilancio. Oggi una parte di quel costo (19,2 miliardi) è classificata come trasferimento assistenziale;
- le regole di favore del passato (baby pensioni, calcolo sull'ultimo stipendio) ancora in pagamento.
La conclusione onesta. Il disavanzo pubblico non dimostra che «ci sono troppi dipendenti pubblici». Dimostra il contrario: se si assume meno, il fondo va in rosso. Ogni infermiere, insegnante, impiegato comunale assunto stabilmente è anche un contribuente in più. E per un giovane un posto pubblico stabile è la condizione migliore per una pensione contributiva decente.
Storia 3: artigiani e coltivatori, i mestieri che si sono ristretti
I coltivatori diretti hanno 0,36 attivi per pensionato: l'agricoltura familiare si è svuotata in due generazioni, i pensionati restano. Gli artigiani hanno perso 566 mila contribuenti dal 2008 (−29,8%). Qui il deficit non ha colpevoli: è la fotografia di un'economia che è cambiata. Ma c'è anche un'aliquota storicamente più bassa di quella dei dipendenti (oggi il 24%), che vuol dire anche pensioni future più basse per gli autonomi.
Storia 4: i precari e i giovani professionisti in attivo
La gestione separata ha 2,78 lavoratori per pensionato e un attivo di 9,9 miliardi. Le casse dei nuovi professionisti (psicologi, infermieri, biologi...) avrebbero bisogno di un'aliquota di appena il 2,5% per pagare le pensioni attuali. Sono in attivo per una ragione semplice: sono giovani. Hanno tanti iscritti e pochissimi pensionati, perché sono nate da poco. Il loro attivo oggi finanzia il sistema; le loro pensioni domani saranno calcolate col contributivo su redditi spesso bassi. È la fotografia più chiara del «pagare due volte».
Casse professionali: attivo non vuol dire ricche per sempre. Le casse privatizzate hanno un patrimonio di 91,6 miliardi (fine 2024) e per legge devono dimostrare con un bilancio tecnico la sostenibilità a 50 anni (L. 214/2011). Ma i loro rapporti attivi/pensionati sono destinati a scendere man mano che gli iscritti invecchiano, e molte hanno già alzato i contributi.
4. Chi paga i disavanzi
Nel sistema pubblico nessuna gestione «fallisce»: i disavanzi sono coperti dal bilancio dello Stato, cioè dalle tasse di tutti, compresi i giovani. Il saldo complessivo al netto dell'assistenza, 18,9 miliardi nel 2024, corrisponde a circa 2,4 punti di aliquota su tutti i redditi da lavoro. Non è un buco che fa crollare il sistema; è una redistribuzione. La domanda politica giusta non è «il sistema è sostenibile?», ma «sostenibile per chi?»: i conti tornano anche perché le pensioni future dei giovani saranno più basse.
5. Cosa NON dire
- «I pubblici sono un buco nero.» Il rosso nasce anche dal blocco delle assunzioni e da come lo Stato ha contabilizzato i contributi.
- «La gestione separata è la più sana, quindi va tutto bene per i precari.» È in attivo perché è giovane e perché i suoi iscritti avranno pensioni basse.
- «Artigiani e contadini vivono sulle spalle degli altri.» I loro fondi riflettono settori che si sono ristretti e aliquote più basse; i pensionati hanno versato secondo le regole.
Tre concetti da portare via.
1. Tre indicatori: attivi per pensionato, saldo, aliquota di equilibrio. Il sistema nel suo insieme richiederebbe il 34,2% contro un effettivo di circa il 31,8%.
2. In rosso ci sono le gestioni che hanno perso lavoratori: pubblici (blocco delle assunzioni), fondi speciali, artigiani, coltivatori.
3. In attivo ci sono le gestioni giovani, gestione separata e nuove casse, che oggi finanziano il sistema e domani avranno pensioni basse.
Fonti verificate il 29/09/2026: Itinerari Previdenziali, XIII Rapporto 2026 (tab. 1.2 aliquote di equilibrio 2024; tab. 2.2-2.18 gestioni INPS; cap. 1 sintesi fondi pubblici; cap. 3 casse privatizzate, patrimonio 91,6 miliardi); ISTAT, Rapporto sulle istituzioni pubbliche 2024; D.Lgs 509/1994 e 103/1996; L. 214/2011 (bilanci tecnici a 50 anni). L'aliquota effettiva media del sistema (circa 31,8%) è ricavata da Bogdanov come 34,2 − 2,4.