La previdenza italiana: pensioni e generazioni · Giorno 2 di 10 · Fondamenti

Come funziona il sistema: articolo 38, ripartizione, INPS e i tre pilastri. Dove finisce il tuo 33%

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Obiettivo di oggi. Capire l'architettura: su quale principio costituzionale poggia la previdenza, perché il nostro sistema è «a ripartizione», chi lo gestisce, che differenza c'è tra previdenza e assistenza e che strada fanno i contributi che vedi in busta paga.
Fonti: Cost. artt. 3, 36, 38; L. 88/1989 (GIAS); Itinerari XIII capp. 1-2; slide SLC 30/11/2023

1. La base: l'articolo 38 della Costituzione

Tutto parte da qui. L'articolo 38 contiene due promesse diverse, e tenerle separate è la chiave per capire metà del dibattito sulle pensioni:

CommaCosa diceChe cos'è
1°«Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.»Assistenza: per tutti i cittadini in bisogno, pagata con le tasse
2°«I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.»Previdenza: per chi lavora, pagata con i contributi
4°«Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.»Il sistema è pubblico (INPS e le altre casse)
5°«L'assistenza privata è libera.»Spazio per forme private e complementari

Accanto va letto l'articolo 36: la retribuzione deve essere «proporzionata» al lavoro e «sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa». Con il metodo contributivo i due articoli si saldano: se lo stipendio non è sufficiente, nemmeno la pensione potrà essere «adeguata».

2. Ripartizione: i tuoi contributi pagano le pensioni di oggi

Ci sono due modi di finanziare le pensioni:

Il sistema pubblico italiano è a ripartizione. Anche il metodo contributivo non cambia questo fatto: il tuo «montante» è un conto virtuale. L'INPS registra quanto hai versato e lo rivaluta, ma quei soldi sono già stati spesi per pagare le pensioni in corso. Si parla infatti di sistema «a contribuzione definita nozionale».

Perché conta. In un sistema a ripartizione il numero chiave è il rapporto tra chi lavora e versa e chi riceve. Nel 2024 il rapporto tra occupati e pensionati in Italia è stato di 1,48, il miglior dato della serie storica, grazie all'aumento degli occupati. Se dai pensionati si tolgono quelli che ricevono solo prestazioni assistenziali (pensioni di guerra, assegni sociali, invalidità civile, indennità INAIL), i pensionati «previdenziali» sono 13,6 milioni invece di 16,3 e il rapporto sale a 1,77 (Itinerari Previdenziali, XIII Rapporto). Più lavoro regolare vuol dire un sistema più solido: il lavoro nero e il lavoro povero indeboliscono anche le pensioni degli altri.

3. Chi gestisce: l'INPS e le altre casse

L'INPS gestisce circa il 95% delle entrate contributive e il 97% della spesa per pensioni. Nel tempo ha assorbito quasi tutti gli altri enti. L'ultimo grande accorpamento è del 2012, quando il DL 201/2011 (art. 21) ha soppresso l'INPDAP (dipendenti pubblici) e l'ENPALS (spettacolo e sport). Dentro l'INPS però le «gestioni» restano separate, ognuna con i suoi conti:

Fuori dall'INPS ci sono le casse dei liberi professionisti (avvocati, medici, ingegneri, commercialisti...), privatizzate dal D.Lgs 509/1994 o nate con il D.Lgs 103/1996, e l'INAIL per gli infortuni. Nella lezione 6 vedremo quali di queste gestioni sono in attivo e quali in rosso.

4. Previdenza e assistenza: due cose diverse nello stesso conto

La legge 88/1989 ha riorganizzato l'INPS e ha creato, all'art. 37, la GIAS, Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali. In pratica è il «conto» con cui lo Stato trasferisce all'INPS le risorse, prese dalle tasse, per pagare le prestazioni che non sono coperte da contributi:

Secondo Itinerari Previdenziali i trasferimenti dello Stato all'INPS per la parte assistenziale sono passati da 75 miliardi nel 2008 a 180 miliardi nel 2024. La spesa per pensioni del 2024 è stata di 286,1 miliardi, di cui 19,2 miliardi di contributo statale per i dipendenti pubblici, 5,9 di integrazioni al minimo e 3,1 di maggiorazioni sociali.

Leggere con attenzione. Quando si dice «l'Italia spende troppo in pensioni» spesso si sommano previdenza e assistenza. Itinerari sostiene che, separandole, la spesa per la vecchiaia è molto più vicina alla media europea. È una lettura seria ma non neutrale: chi la propone vuole anche ridurre l'assistenza. Il punto corretto per il nostro corso è un altro: la previdenza la pagano lavoratori e aziende, l'assistenza la paga la fiscalità generale, e confondere i due piani serve spesso a chiedere tagli alle pensioni di chi ha versato.

5. Dove finisce il tuo 33%

Prendi un lavoratore dipendente privato con uno stipendio lordo annuo (RAL) di 25.000 euro:

VoceAliquotaEuro all'anno
Contributo a carico del datore di lavoro (non lo vedi in busta, ma è costo del tuo lavoro)23,81%5.952,50
Contributo a carico del lavoratore (lo vedi trattenuto in busta)9,19%2.297,50
Totale versato alla previdenza33%8.250,00

Quegli 8.250 euro fanno due cose nello stesso momento:

  1. in cassa: vanno all'INPS e pagano, subito, le pensioni di oggi (ripartizione);
  2. sul tuo estratto conto: vengono registrati nel tuo montante virtuale, che ogni anno sarà rivalutato e un giorno diventerà la tua pensione (contributivo).

Il contributo è calcolato su tutto lo stipendio imponibile: non c'è una «no tax area» come per l'IRPEF. Per questo, per chi guadagna poco, il peso dei contributi si sente molto. Ed è per questo che il lavoro nero o «grigio» (parte in busta, parte fuori) è un furto doppio: toglie oggi al sistema e toglie domani a te.

6. I tre pilastri

PilastroChe cos'èCome funziona
1° obbligatorioINPS e casse dei professionistiRipartizione, obbligatorio, pubblico
2° complementare collettivoFondi pensione negoziali di categoria (nati dai contratti), dove può confluire il TFRCapitalizzazione, volontario (con adesione automatica per i nuovi assunti privati dal 1° luglio 2026, L. 199/2025), contributo anche del datore
3° individualeFondi aperti e PIP (piani individuali pensionistici) sottoscritti da soliCapitalizzazione, volontario, solo a carico tuo

Il secondo e il terzo pilastro sono regolati dal D.Lgs 252/2005 e vigilati dalla COVIP. Li vedremo nella lezione 9. Già ora però va detta una cosa: il secondo pilastro non può riparare un primo pilastro rotto. Se non hai soldi da mettere da parte, non c'è fondo pensione che tenga.

7. Cosa NON dire

Tre concetti da portare via.
1. L'art. 38 distingue assistenza (per tutti i cittadini in bisogno, con le tasse) e previdenza (per chi lavora, con i contributi).
2. Il sistema è a ripartizione: il tuo 33% paga le pensioni di oggi e intanto viene registrato nel tuo montante virtuale.
3. La salute del sistema dipende da quanti lavorano regolarmente e da quanto guadagnano: lavoro povero e nero indeboliscono tutti.

Fonti verificate il 29/09/2026: Costituzione artt. 36 e 38; L. 88/1989 art. 37; L. 335/1995 art. 2 c. 26; DL 201/2011 art. 21; L. 199/2025 commi 204-205 (testi vigenti Normattiva); Itinerari Previdenziali, XIII Rapporto 2026 (capp. 2 e 6, aliquote tab. A.7); assegno sociale 2026: circolare INPS n. 153/2025.

Domande guida per approfondire

Prova a rispondere a voce in 60-90 secondi, poi controlla i punti chiave. Sono le domande su cui misuri se hai capito davvero.

D1. Quali sono le due promesse dell'art. 38?
  • Comma 1: assistenza a ogni cittadino inabile e senza mezzi, pagata con le tasse
  • Comma 2: previdenza ai lavoratori per vecchiaia, invalidità, malattia, infortunio, disoccupazione, pagata con i contributi
  • Comma 4: organi e istituti predisposti o integrati dallo Stato
D2. Perché anche il contributivo è un sistema a ripartizione?
  • I contributi di oggi pagano le pensioni di oggi
  • Il montante è registrato e rivalutato, ma non è accantonato
  • Si parla di contribuzione definita nozionale
D3. Cos'è la GIAS e perché è importante?
  • Gestione degli interventi assistenziali (L. 88/1989, art. 37)
  • Finanzia con le tasse le prestazioni non coperte da contributi
  • Trasferimenti passati da 75 a 180 miliardi tra 2008 e 2024: distinguere previdenza e assistenza
D4. Su una RAL di 25.000 euro, quanto va alla previdenza e chi lo paga?
  • 8.250 euro in totale (33%)
  • 5.952,50 a carico del datore (23,81%)
  • 2.297,50 a carico del lavoratore (9,19%)

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