Situazione (ipotesi didattica costruita sui dati veri del 2025-2026). Sei al governo. Il debito è al 136,7% del PIL, il costo medio del debito è intorno al 3%, la crescita nominale intorno al 2,5%, l'avanzo primario allo 0,8%. Le regole europee ti chiedono di tenere il deficit sotto il 3% e di rispettare il percorso di spesa netta. Hai tre obiettivi politici:
Per ognuna delle leve qui sotto rispondi a quattro domande: (a) agisce sul numeratore o sul denominatore? (b) chi paga? (c) che moltiplicatore ti aspetti? (d) rende il sistema più o meno progressivo?
| Leva | Da ragionare |
|---|---|
| 1. Tagliare gli investimenti pubblici | Facile politicamente, effetto negativo sulla crescita (moltiplicatore alto), sposta il conto sul futuro |
| 2. Aumentare l'IVA di un punto | Gettito sicuro, ma regressiva sul reddito; colpisce i consumi |
| 3. Rafforzare il contrasto all'evasione (tracciabilità, incroci, fatturazione) | Più equa; gettito incerto e graduale; serve investimento nell'amministrazione |
| 4. Riportare alcune rendite dentro una tassazione più progressiva | Più progressività; rischio di fuga dei capitali mobili (art. 63 TFUE); serve coordinamento europeo |
| 5. Rivedere l'imposta di successione sui grandi patrimoni (oltre 1 milione) | Colpisce ricchezza non guadagnata col lavoro; gettito oggi molto basso (circa 3 miliardi tutte le imposte in conto capitale) |
| 6. Fare l'investimento in deficit | Denominatore: funziona se il moltiplicatore è alto e i tassi non salgono; vincolo della spesa netta UE |
| 7. Ridurre le spese fiscali (detrazioni e regimi agevolati) | Dipende da quali: alcune aiutano i redditi bassi, altre soprattutto quelli alti |
Supponiamo di finanziare 3 miliardi di nidi (circa 0,13% del PIL) tutti in deficit, con un moltiplicatore di 1 sul primo anno. L'avanzo primario scende dallo 0,8% allo 0,67%; la crescita nominale sale dal 2,5% al 2,63%. Variazione del debito/PIL: (3,0 − 2,63) / 1,0263 × 136,7 − 0,67 ≈ 0,49 − 0,67 = −0,18 punti, contro −0,13 senza la misura (lezione 7, scenario A). Nel primo anno, con queste ipotesi, il debito/PIL scende un po' di più. Ma se il moltiplicatore fosse 0,3, la crescita salirebbe solo al 2,54% e il risultato sarebbe −0,06 punti: un po' peggio di non fare nulla. Il dibattito vero è sul moltiplicatore e sulla durata degli effetti: nidi che permettono a più genitori, soprattutto madri, di lavorare hanno effetti che durano anni (lo abbiamo visto nel corso sulla previdenza).
| Chi ci ha preceduto | Chi ha vent'anni oggi |
|---|---|
| Ha costruito lo Stato sociale (SSN, scuola, pensioni) negli anni Settanta senza chiedere a tutti di pagarlo: disavanzi primari fino al 7% del PIL | Vive in un Paese con avanzi primari da trent'anni: nel complesso, più entrate che spesa per servizi e trasferimenti |
| Ha visto i propri debiti cancellati in parte dall'inflazione (tassa da inflazione) | Paga 87 miliardi l'anno di interessi, quanto la scuola e l'università |
| Ha avuto un fisco che pesava meno sul lavoro dipendente | Ha un fisco in cui il lavoro paga la marginale al 33-43%, le rendite al 12,5-26% |
| Ha vissuto il miracolo economico (crescita 7%) | Ha vissuto vent'anni di crescita allo 0,4% e investimenti pubblici tagliati |
La conclusione del corso non è «colpa dei nonni». È: le regole del conto pubblico si possono cambiare, come sono state cambiate tante volte, e chi è giovane ha tutto l'interesse a capirle per discuterle. Il debito non si cancella con uno slogan, ma si può decidere chi lo paga, a che ritmo, e se nel frattempo si investe nel futuro o lo si consuma.
Letture consigliate per approfondire (le stesse usate per costruire il corso): P. Bosi, «Corso di scienza delle finanze» (il Mulino); F. Tesauro, «Compendio di diritto tributario» (UTET); A. Graziani, «Lo sviluppo dell'economia italiana» (Bollati Boringhieri); C. Cottarelli, «Il macigno» (Feltrinelli); N. Wapshott, «Keynes o Hayek» (Feltrinelli); F. A. von Hayek, «La via della schiavitù»; M. Blyth, «Austerity. Storia di un'idea pericolosa» (Egea); A. Tooze, «Lo schianto» (Mondadori); M. Mazzucato, «Lo Stato innovatore» (Laterza); E. Brancaccio, «Anti-Blanchard» (FrancoAngeli). Dati sempre aggiornati: ISTAT, Eurostat, Banca d'Italia, Ufficio parlamentare di bilancio, Osservatorio Conti Pubblici Italiani.
Tutti i dati del caso pratico vengono dalle lezioni 1-11 (fonti verificate il 02/10/2026: ISTAT 22/09/2026, Eurostat, MEF, Osservatorio CPI). Il costo dei nidi (3 miliardi) e i moltiplicatori sono ipotesi didattiche dichiarate, non stime ufficiali.
Prova a rispondere a voce in 60-90 secondi, poi controlla i punti chiave. Sono le domande su cui misuri se hai capito davvero.