Il conto ereditato: finanza pubblica · Giorno 8 di 12 · La storia

Dal dopoguerra al 1991: ricostruzione, miracolo, anni Settanta, divorzio Tesoro-Banca d'Italia, l'esplosione del debito

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Obiettivo di oggi. Ricostruire con i numeri come nasce il debito pubblico italiano: la ricostruzione e il miracolo con debito basso, gli anni Settanta dei disavanzi primari coperti dall'inflazione, la svolta del 1979-1981 (SME, Volcker, divorzio), la palla di neve degli interessi negli anni Ottanta. Saper distinguere le diverse letture del divorzio.
Fonti: Osservatorio CPI, Serie storiche; Galli (OCPI) sul divorzio; Graziani, Rossi, Garofoli (tesi Bacchetta 2019)

1. Il debito ha una storia

Debito pubblico italiano in % del PIL, 1861-2025. Fonte: Osservatorio CPI su dati Banca d'Italia, ISTAT, FMI; ISTAT 2025.
Debito pubblico italiano in % del PIL, 1861-2025. Fonte: Osservatorio CPI su dati Banca d'Italia, ISTAT, FMI; ISTAT 2025.

Il debito italiano non è sempre stato alto. Dopo l'Unità e dopo la Prima guerra mondiale superava il 100% del PIL; con la Seconda guerra mondiale e l'inflazione che seguì crollò al 25,8% nel 1947. Per trent'anni restò basso, sotto il 40%. Poi, tra la metà degli anni Settanta e l'inizio degli anni Novanta, è triplicato. Questa lezione racconta come, seguendo la scansione per fasi usata dagli storici dell'economia italiana (Graziani, Rossi, Garofoli), la stessa ripresa nella tesi di Gigi Bacchetta (Università di Torino, 2019).

2. Il dopoguerra (1945-1955): ricostruire

3. Il miracolo economico (1955-1963): crescere senza debito

Tra il 1958 e il 1963 il PIL reale cresce in media di oltre il 7% l'anno. Il debito scende fino al 28% del PIL nel 1964. Gli ingredienti: salari bassi e grande disponibilità di manodopera dal Sud e dalle campagne, investimenti pubblici e privati, esportazioni, la possibilità di «copiare» tecnologie già esistenti. Lo Stato investe (autostrade, energia: nel 1962 nasce l'ENEL con la nazionalizzazione elettrica) e la crescita fa da sola il lavoro del denominatore. Nello stesso 1962 arriva la scuola media unica.

Interpretazione Il punto per il corso. Nel miracolo il debito non era un problema perché g era altissimo. È la dimostrazione storica che il debito/PIL si può tenere basso anche crescendo, non solo tagliando. Ma attenzione: quella crescita poggiava anche su salari compressi e lavoro senza diritti, che le lotte degli anni successivi rimetteranno in discussione.

4. Dalla fine del miracolo all'autunno caldo (1963-1970)

La crescita rallenta, i salari rincorrono, le lotte operaie e studentesche del 1968-69 cambiano il Paese. Arrivano conquiste che costruiscono lo Stato sociale e i diritti: la riforma delle pensioni del 1969 (L. 153/1969, il retributivo pieno visto nel corso sulla previdenza), lo Statuto dei lavoratori (L. 300/1970), le Regioni a statuto ordinario (1970).

5. Gli anni Settanta: la spesa cresce, le entrate no

AnnoInflazioneSaldo primario / PILDeficit / PILDebito / PIL
19706,5%−1,9%−3,2%36,9%
197517,4%−7,4%−10,3%56,0%
198021,1%−2,5%−6,8%55,9%

Fonte: Osservatorio CPI, Serie storiche di finanza pubblica dal 1861.

Gli shock petroliferi (1973 e 1979) portano l'inflazione oltre il 20%. Lo Stato amplia molto la spesa: pensioni (anche quelle di anzianità e le «baby pensioni»), sanità (nel 1978 nasce il Servizio sanitario nazionale, L. 833/1978), trasferimenti alle imprese in crisi, assunzioni pubbliche. Le entrate non seguono: la riforma tributaria che crea l'IVA (1973) e l'IRPEF (1974) entra in funzione lentamente, e l'evasione resta altissima.

È qui che nasce il debito: disavanzi primari fino al 7,4% del PIL nel 1975. Eppure il debito/PIL nel 1980 è al 55,9%, solo 20 punti più del 1970. Perché? Perché l'inflazione lo «mangiava»: i tassi d'interesse erano più bassi dell'inflazione (i − g fortemente negativo, lezione 7) e la Banca d'Italia comprava i titoli di Stato non collocati, creando moneta. La tassa da inflazione è il guadagno che lo Stato ricava quando l'inflazione riduce il valore reale del suo debito e quando la banca centrale crea moneta per finanziarlo. Secondo una stima riportata da Giampaolo Galli (Osservatorio CPI), a fine anni Settanta valeva intorno al 12% del PIL (la misura dipende dalla definizione usata): una tassa che nessun Parlamento aveva votato, pagata soprattutto da chi aveva risparmi in titoli e da chi non poteva difendere il proprio reddito.

Interpretazione Generazioni, onestamente. Qui la tesi del corso trova la sua radice: chi governava negli anni Settanta ha speso più di quanto incassava. Ma molte di quelle spese (sanità universale, scuola, pensioni a chi non aveva nulla) sono conquiste di cui godiamo ancora. Il problema non fu spendere: fu non chiedere a tutti di pagare, e lasciare all'inflazione il lavoro sporco.

6. 1979-1981: la svolta (SME e divorzio)

Dibattito Sul divorzio si discute ancora. Una lettura (presente anche nella tesi) lo vede come il momento in cui gli obiettivi di stabilità finanziaria passano davanti all'occupazione, e da cui parte l'esplosione del debito. Un'altra lettura (per esempio Giampaolo Galli, Osservatorio CPI) sottolinea che fu una riforma formalmente piccola, che i tassi salivano ovunque nel mondo, e che la vera causa del debito furono i disavanzi primari non corretti. Entrambe hanno una parte di verità: senza il divorzio lo Stato avrebbe continuato a finanziarsi con l'inflazione; con il divorzio, senza correggere il bilancio, il costo del debito è esploso.

7. Gli anni Ottanta: la palla di neve

AnnoSaldo primario / PILInteressi / PILDeficit / PILDebito / PIL
1981−5,6%5,0%−10,6%58,1%
1985−3,8%8,2%−12,0%79,9%
1990−1,3%9,7%−11,0%94,3%
19910,0%11,0%−11,0%97,6%

Fonte: Osservatorio CPI, Serie storiche di finanza pubblica dal 1861.

Guardate le colonne: il disavanzo primario si riduce durante il decennio, fino al pareggio nel 1991. Ma gli interessi salgono dal 5% all'11% del PIL. Sommando gli anni dal 1980 al 1991, i disavanzi primari valgono circa 139 miliardi di euro, gli interessi circa 481 miliardi (valori nominali). Negli anni Ottanta, cioè, la componente interessi ha contribuito in modo determinante alla crescita del debito, superando ampiamente i disavanzi primari: interessi su interessi.

Intanto cambia il lavoro. Il 14 febbraio 1984 il governo Craxi taglia per decreto alcuni punti di scala mobile (il «decreto di San Valentino»); la CGIL si oppone, CISL e UIL firmano; il referendum abrogativo del 9-10 giugno 1985 conferma il taglio. Il peso dei salari nell'economia comincia a scendere.

8. Che cosa lascia questa fase

9. Cosa NON dire

Tre concetti da portare via.
1. Dal miracolo (crescita 7%, debito al 28%) agli anni Settanta: spesa sociale in crescita senza entrate adeguate, disavanzi primari fino al 7,4% del PIL, debito contenuto dall'inflazione.
2. 1979-1981: SME, Volcker, avvio del divorzio Tesoro-Banca d'Italia (lettera del 12/02/1981). Si riduce il finanziamento monetario del Tesoro, comincia una lunga disinflazione e parte la palla di neve degli interessi.
3. Anni Ottanta: interessi dal 5 all'11% del PIL; dal 1980 al 1991 gli interessi (481 miliardi nominali) sono più di tre volte i disavanzi primari (139).

Fonti verificate il 02/10/2026: Osservatorio CPI (Università Cattolica), Serie storiche di finanza pubblica dal 1861 (marzo 2026), con nostre somme 1980-1991; G. Galli, «Il divorzio fra Banca d'Italia e Tesoro: teorie sovraniste e realtà», Osservatorio CPI; L. Bacchetta, «Differenziali di reddito nella popolazione italiana», tesi magistrale, Università di Torino, a.a. 2017/2018, par. 2.3 (che riprende A. Graziani, «Lo sviluppo dell'economia italiana», S. Rossi, «La politica economica italiana 1968-2007», G. Garofoli, «Economia e politica economica in Italia»); L. 833/1978 (Normattiva). Nota: la tesi data il divorzio «simbolicamente» al 1980; la data dello scambio di lettere è il 12 febbraio 1981.

Domande guida per approfondire

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D1. Perché nel miracolo economico il debito era basso?
  • Crescita reale media oltre il 7% (1958-63)
  • Debito al 28% nel 1964
  • Effetto denominatore, non tagli
D2. Che cos'è la tassa da inflazione e chi la pagava?
  • Inflazione che erode il valore reale del debito
  • Circa 12% del PIL a fine anni Settanta (stima OCPI)
  • Risparmiatori in titoli e redditi fissi
D3. Che cos'è stato il divorzio del 1981 e quali letture ne esistono?
  • 12/02/1981, lettere Andreatta-Ciampi
  • Banca d'Italia non più obbligata a comprare i titoli invenduti
  • Lettura critica (stabilità prima dell'occupazione) e lettura Galli (tassi mondiali e disavanzi)
D4. Di che cosa è fatto il debito degli anni Ottanta?
  • Disavanzi primari in calo
  • Interessi dal 5 all'11% del PIL
  • 1980-91: 481 miliardi di interessi contro 139 di disavanzi primari

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