La spesa pubblica si può leggere in due modi, come lo scontrino di un supermercato che si può ordinare per reparto o per tipo di prodotto.
Prendiamo tutta la spesa delle amministrazioni pubbliche del 2024 (50,4% del PIL, dati Eurostat COFOG) e trasformiamola in 100 euro:
| Funzione | Su 100 euro | Che cosa c'è dentro |
|---|---|---|
| Protezione sociale | 42,3 € | Pensioni (27,6 € da sole), invalidità, famiglia, disoccupazione, esclusione sociale |
| Servizi generali | 15,3 € | Organi dello Stato, fisco, trasferimenti tra enti e interessi sul debito (7,9 €) |
| Sanità | 13,1 € | Ospedali, medici di base, farmaci, prevenzione |
| Affari economici | 10,1 € | Trasporti, energia, industria, agricoltura, incentivi alle imprese |
| Istruzione | 7,9 € | Scuola dall'infanzia all'università |
| Ordine pubblico e sicurezza | 3,6 € | Polizia, vigili del fuoco, giustizia, carceri |
| Difesa | 2,6 € | Forze armate |
| Cultura, sport, religione | 1,8 € | Musei, biblioteche, impianti sportivi |
| Ambiente | 1,8 € | Rifiuti, acque reflue, inquinamento, biodiversità |
| Casa e territorio | 1,6 € | Edilizia pubblica, illuminazione, acqua |

Il grafico smonta un luogo comune. È vero che l'Italia ha una spesa pubblica totale leggermente sopra la media europea (50,4% del PIL contro 48,9% nel 2024). Ma guardate dove sta la differenza:
| Spesa pubblica in % del PIL, 2024 | Italia | UE-27 |
|---|---|---|
| Totale | 50,4 | 48,9 |
| Totale senza interessi | 46,4 | 47,0 |
| Totale senza interessi e senza pensioni di vecchiaia | 32,5 | 36,3 |
Tolti interessi e pensioni di vecchiaia, l'insieme del resto della spesa (scuola, sanità, servizi, investimenti, sostegni) è quasi 4 punti di PIL sotto la media europea: circa 90 miliardi l'anno.
| % del PIL, 2025 | Italia | UE-27 | Germania | Francia |
|---|---|---|---|---|
| Stipendi pubblici (redditi da lavoro dipendente) | 9,0 | 10,3 | 8,6 | 12,4 |
| Acquisti di beni e servizi (consumi intermedi) | 5,9 | 6,1 | 6,5 | 5,4 |
| Prestazioni sociali in denaro | 20,3 | 16,5 | 16,8 | 19,4 |
| Investimenti fissi lordi | 3,8 | 3,9 | 3,3 | 4,4 |
La spesa per stipendi pubblici italiana è sotto la media europea: anche qui il racconto dei «troppi dipendenti pubblici» non regge, e si collega al blocco del turnover visto nel corso sulla previdenza.
Quando bisogna far quadrare i conti, la voce più facile da tagliare è quella che non protesta subito: gli investimenti. Una scuola non costruita oggi non fa notizia; una pensione tagliata sì.
| Investimenti fissi lordi pubblici, % del PIL | 2009 | 2013 | 2018 | 2022 | 2025 |
|---|---|---|---|---|---|
| Italia | 3,6 | 2,5 | 2,1 | 2,6 | 3,8 |
Dopo la crisi del debito del 2011 gli investimenti pubblici sono scesi fino al 2,1% del PIL nel 2018, il minimo del periodo. La risalita recente è dovuta in gran parte al PNRR, finanziato con fondi europei (lezioni 9 e 11). La fase di attuazione del PNRR termina nel 2026: se gli investimenti pubblici resteranno alti anche senza quel sostegno straordinario è una delle grandi domande dei prossimi anni.
Mettiamo insieme le lezioni 1 e 5. Chi ha vent'anni oggi:
Non è un'accusa a chi riceve oggi una pensione o a chi detiene titoli di Stato: è la descrizione di dove sono finiti i margini. Ed è da qui che si capisce perché la discussione sul debito non è tecnica, ma politica e generazionale.
Fonti verificate il 02/10/2026: Eurostat, gov_10a_exp (COFOG, anno 2024: Italia e UE-27, totale e divisioni GF01-GF10, GF0107 «transazioni sul debito pubblico», GF1002 «vecchiaia»); Eurostat gov_10a_main (anni 2009-2025, notifica di aprile 2026). Le quote «su 100 euro» e i totali al netto di interessi e pensioni sono nostri calcoli sugli stessi dati. La stima di «circa 90 miliardi» è 3,8 punti di un PIL di circa 2.265 miliardi.
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