Quando si dice «il deficit dello Stato» si intende in realtà il conto delle amministrazioni pubbliche (in sigla AP), cioè tre grandi famiglie messe insieme e consolidate, togliendo i passaggi di soldi dall'una all'altra:
L'elenco preciso lo pubblica ogni anno l'ISTAT, con le regole europee del sistema dei conti SEC 2010. È questo il conto che conta per l'Europa e per i mercati.
| Entrate | miliardi | % PIL |
|---|---|---|
| Imposte dirette (IRPEF, IRES, imposte sostitutive…) | 346,0 | 15,3 |
| Imposte indirette (IVA, accise, IRAP, IMU…) | 317,5 | 14,1 |
| Contributi sociali | 305,9 | 13,5 |
| Imposte in conto capitale (successioni, donazioni…) | 3,1 | 0,1 |
| Altre entrate (vendite di servizi, redditi, fondi UE…) | 113,4 | 5,0 |
| Totale entrate | 1.085,9 | 48,1 |
| Uscite | miliardi | % PIL |
|---|---|---|
| Prestazioni sociali in denaro (pensioni, sussidi, assegni) | 459,2 | 20,3 |
| Redditi da lavoro dipendente (stipendi pubblici) | 203,8 | 9,0 |
| Consumi intermedi (acquisti di beni e servizi) | 133,0 | 5,9 |
| Interessi passivi | 87,1 | 3,9 |
| Investimenti fissi lordi (opere, impianti, software) | 86,7 | 3,8 |
| Prestazioni sociali in natura acquistate (medici di base, farmaci, convenzioni) | 53,0 | 2,3 |
| Trasferimenti in conto capitale (contributi agli investimenti, bonus edilizi…) | 45,5 | 2,0 |
| Contributi alla produzione e altre uscite | 87,0 | 3,8 |
| Totale uscite | 1.155,3 | 51,2 |
| Saldo (indebitamento netto) | −69,4 | −3,1 |
Due cose saltano all'occhio. Le prestazioni sociali in denaro (soprattutto pensioni) sono da sole circa il 40% della spesa. E gli interessi pesano quanto tutti gli investimenti pubblici messi insieme: ogni anno lo Stato paga al passato quanto investe nel futuro.
Il bilancio pubblico si divide in due grandi parti, come quello di un Comune che avete già visto (Titolo 1 e Titolo 2 della spesa):
Nel 2025 la parte corrente ha chiuso con un risparmio pubblico di circa 50 miliardi (ISTAT): le entrate correnti hanno superato le spese correnti, interessi compresi. Il disavanzo complessivo (circa 70 miliardi) è quindi riconducibile al saldo delle operazioni in conto capitale, negativo per circa 120 miliardi: investimenti e trasferimenti per investimenti, compresi i crediti dei bonus edilizi.
| Saldo | Come si calcola | A cosa serve |
|---|---|---|
| Saldo corrente (risparmio pubblico) | Entrate correnti − uscite correnti | Dice se lo Stato copre il suo funzionamento ordinario |
| Saldo primario | Entrate totali − uscite totali al netto degli interessi | Dice quanto lo Stato «chiede» o «dà» ai cittadini oggi |
| Indebitamento netto (deficit) | Entrate totali − uscite totali | È il saldo che conta per la soglia europea del 3% |
| Saldo strutturale | Deficit corretto per il ciclo economico e senza misure una tantum | Separa il deficit «da crisi» da quello «di scelta» |
| Fabbisogno | Saldo di cassa: soldi effettivamente entrati e usciti | Dice quanti titoli il Tesoro deve emettere |
Competenza o cassa? L'indebitamento netto registra le operazioni quando nasce l'obbligo (competenza economica), il fabbisogno quando passano i soldi. Il Superbonus è l'esempio perfetto: è stato registrato come spesa negli anni in cui sono nati i crediti (2021-2023, gonfiando il deficit di allora), ma pesa sulla cassa e sul debito oggi, man mano che i crediti vengono usati per pagare meno tasse.
Dal 2012 (legge costituzionale n. 1, approvata dopo la crisi dello spread) l'art. 81 della Costituzione dice:
Attenzione alla parola: si parla spesso di «pareggio di bilancio», ma il testo dice equilibrio, e la legge di attuazione (L. 243/2012) lo misura sul saldo strutturale, cioè tenendo conto del ciclo. Il deficit è quindi ammesso nelle fasi avverse e per eventi eccezionali, come è successo con il Covid: le Camere hanno autorizzato a maggioranza assoluta gli scostamenti.
| Quando | Cosa |
|---|---|
| Aprile | Documento di finanza pubblica (DFP): previsioni e conti, aggiornamento del piano pluriennale concordato con l'UE. Dal 2025 ha preso il posto del vecchio DEF. |
| Entro il 15 ottobre | Documento programmatico di bilancio inviato alla Commissione europea, dopo il documento programmatico di finanza pubblica di inizio autunno |
| Entro il 20 ottobre | Il Governo presenta alle Camere il disegno di legge di bilancio (L. 196/2009, art. 7) |
| Entro il 31 dicembre | Il Parlamento approva la legge di bilancio (la «manovra»). Se non ce la fa: esercizio provvisorio, al massimo quattro mesi (art. 81) |
| Durante l'anno | L'Ufficio parlamentare di bilancio (istituito dalla L. 243/2012) controlla in modo indipendente le previsioni del Governo; la Corte dei conti parifica il rendiconto |
Dal 2024 c'è un ulteriore livello: le nuove regole europee (Regolamento UE 2024/1263) chiedono a ogni Paese un piano strutturale di bilancio pluriennale. Quello italiano copre il 2025-2029, con un aggiustamento spalmato su sette anni, ed è stato approvato dal Consiglio UE il 21 gennaio 2025. Il vincolo principale non è più il deficit di un anno, ma la crescita della spesa netta (la spesa primaria al netto di alcune voci, come le misure sulle entrate e i cofinanziamenti dei fondi UE). Lo vedremo nella lezione 11.
Fonti verificate il 02/10/2026: Costituzione, artt. 75, 81, 97, 119 (testo vigente, Normattiva); L. cost. 1/2012; L. 243/2012; L. 196/2009 art. 7; Eurostat gov_10a_main (anno 2025, notifica aprile 2026); ISTAT, Conti economici nazionali 22/09/2026 (saldo corrente 50.358 milioni); Raccomandazione del Consiglio UE del 21/01/2025 sul piano strutturale di bilancio dell'Italia; MEF, DFP 2026. La riga «Altre entrate» è ricavata per differenza dal totale.
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