Il voto che cambia: la legge elettorale · Giorno 9 di 10 · I nodi aperti

I nodi aperti: cosa dicono la Corte costituzionale e il dossier parlamentare

Lettura stimata: circa 25 minuti
Obiettivo di oggi. Conoscere i principi fissati dalla Corte costituzionale sulle leggi elettorali e i punti della nuova legge su cui si concentrerà il dibattito, senza confondere fatti e opinioni.
Fonti: Corte costituzionale sentenze n. 1/2014 e n. 35/2017; Costituzione artt. 48, 56-58, 74; dossier 16/09/2026 pp. 21-26, 52

1. Perché parlare di Corte costituzionale

Le ultime due leggi elettorali con un premio di maggioranza sono finite davanti alla Corte costituzionale: il Porcellum (sentenza n. 1 del 2014) e l'Italicum (sentenza n. 35 del 2017). Quelle sentenze fissano i paletti con cui ogni nuova legge viene misurata. Questa lezione non dà un giudizio: mette in fila i punti che il dossier dei Servizi Studi di Camera e Senato confronta con la giurisprudenza, cioè le domande che faranno giuristi e giudici.

Come ci si arriva. Una legge elettorale non si impugna direttamente: la questione deve sollevarla un giudice durante una causa. Nel 2014 e nel 2017 è successo con azioni promosse da cittadini elettori. Prima ancora c'è il passaggio del Presidente della Repubblica, che può rinviare una legge alle Camere con un messaggio motivato (art. 74 della Costituzione); se le Camere la approvano di nuovo, deve promulgarla.

2. Il premio e la soglia

Nel 2014 la Corte ha giudicato illegittimo il premio del Porcellum perché non c'era una soglia minima di voti: si poteva prendere la maggioranza dei seggi con qualsiasi percentuale, con una distorsione eccessiva della rappresentanza. Nel 2017 ha accettato il premio dell'Italicum, che al primo turno scattava con il 40%.

La nuova legge fissa la soglia al 42%. Il dossier calcola che al 42% il vincitore arriva a circa 202 seggi su 400, e ricorda che nel 2017 la Corte ha considerato ammissibile un effetto distorsivo di 15 punti (dal 40% dei voti al 55% dei seggi).

3. Il tetto massimo

La Corte non ha mai fissato un tetto ai seggi del vincitore: il criterio è evitare una «eccessiva divaricazione» tra voti e seggi, e lo strumento indicato è la soglia minima. Il tetto di 220 deputati (55%) e 113 senatori è quindi una scelta del legislatore, non un obbligo che deriva dalle sentenze.

4. Le due Camere

Nel 2014 la Corte ha criticato il premio regionale del Senato, che poteva produrre maggioranze diverse tra le Camere; nel 2017 ha chiesto che i due sistemi, pur diversi, non ostacolino maggioranze omogenee. Il collegamento tra Camera e Senato va in questa direzione. Il dossier segnala però che, con un premio che scatta per pochi voti di differenza, risultati appena diversi tra le Camere possono cancellare il premio in entrambe.

5. Liste bloccate e preferenze

Nel 2014 la Corte ha censurato le liste lunghe e interamente bloccate del Porcellum: candidati difficili da conoscere, scelti di fatto dai partiti, un voto «sostanzialmente indiretto». Nel 2017 ha ammesso le liste corte, con pochi candidati conoscibili. La nuova legge prevede liste di 7 nomi: più lunghe di quelle del Rosatellum (al massimo 4), ma con il solo capolista bloccato e fino a tre preferenze sugli altri.

6. Chi è eletto in più collegi

Nel 2017 la Corte ha bocciato la regola dell'Italicum che lasciava al capolista eletto in più collegi la libertà di scegliere dove essere proclamato, perché in questo modo decideva lui chi subentrava negli altri collegi. La nuova legge fissa criteri automatici: da capolista si è proclamati dove la lista ha la percentuale più bassa, a preferenza dove si ha la percentuale personale più alta.

7. Altri punti del dibattito

Cosa NON dire

Tre concetti da portare via.
1. Le sentenze 1/2014 e 35/2017 sono il metro: premio sì, ma con una soglia minima; liste conoscibili; nessun arbitrio sui pluricandidati.
2. La legge 2026 ha soglia al 42%, tetto al 55%, liste da 7 con capolista bloccato e preferenze, criteri automatici per i pluricandidati.
3. I punti di discussione: collegamento tra le Camere, lunghezza delle liste, accesso dei nuovi partiti, parità di genere.

Fonti verificate il 09/10/2026: dossier Servizi Studi 16/09/2026, pp. 21-26 e 52; Corte costituzionale, sentenze n. 1/2014 e n. 35/2017; Costituzione artt. 74 e 92; DPR 361/1957 artt. 14-bis, 18-bis, 19, 85 come modificati.

Domande guida per approfondire

Prova a rispondere a voce in 60-90 secondi, poi controlla i punti chiave. Sono le domande su cui misuri se hai capito davvero.

D1. Perché la Corte ha bocciato il premio del Porcellum?
  • Mancava una soglia minima
  • Distorsione eccessiva tra voti e seggi
  • Premio regionale al Senato: maggioranze casuali
D2. Cosa ha detto la Corte nel 2017 sull'Italicum?
  • Premio ammissibile con il 40%
  • Liste corte conoscibili ammesse
  • Bocciata la libera scelta del capolista pluri-eletto
D3. Il tetto dei 220 è un obbligo costituzionale?
  • No, scelta del legislatore
  • La Corte guarda alla divaricazione voti-seggi
  • Lo strumento indicato è la soglia minima
D4. Come può una legge elettorale arrivare alla Corte?
  • Un giudice solleva la questione in una causa
  • Nel 2014 e 2017 su azioni di elettori
  • Prima c'è il possibile rinvio del Presidente della Repubblica

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