Il cuore della legge è il premio di governabilità: un numero fisso di seggi in più per chi vince, pensato per dare una maggioranza stabile. Vale 70 deputati alla Camera e 35 senatori al Senato. Ma scatta solo se tre condizioni valgono tutte insieme.
| # | Condizione | Dettaglio |
|---|---|---|
| 1 | Arrivare primi | Tra coalizioni e liste ammesse al riparto, avere la cifra elettorale nazionale più alta |
| 2 | Avere almeno il 42% | Dei voti validi nazionali, compresi Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige, estero escluso |
| 3 | In entrambe le Camere | Lo stesso soggetto, collegato tra Camera e Senato, deve arrivare primo e superare il 42% anche nell'altra Camera |
Al momento del deposito del simbolo, le liste che vogliono concorrere al premio dichiarano il collegamento con le liste che si presentano all'altra Camera. Serve a stabilire che il vincitore della Camera e quello del Senato sono «lo stesso soggetto». Il motivo è nella storia: nel 2014 la Corte costituzionale aveva criticato il Porcellum anche perché il premio regionale al Senato poteva produrre maggioranze diverse nelle due Camere.
Il premio non si aggiunge ai seggi della Camera: se scatta, si toglie dalla parte proporzionale. Nelle 26 circoscrizioni ordinarie ci sono 384 seggi: con il premio, 314 si dividono in proporzione e 70 vanno al vincitore.
I 70 sono già distribuiti tra le circoscrizioni in base alla popolazione, dal decreto che convoca le elezioni. Con i dati del censimento 2021 sarebbero, per esempio, 3 in Piemonte 1, 2 in Piemonte 2, 5 in Lombardia 1 e nessuno in Molise.
I deputati del premio non escono dai collegi ma da liste circoscrizionali apposite, una per lista o coalizione in ogni circoscrizione, con tanti nomi quanti sono i seggi premio di quella circoscrizione. Chi sta in una lista circoscrizionale deve candidarsi anche in un collegio della stessa circoscrizione, da capolista oppure dietro candidati che sono a loro volta tutti nel listino. Se viene eletto in entrambe, prevale il listino.
Facciamo il conto come il dossier parlamentare. Ipotizziamo che il vincitore abbia esattamente il 42% e che non ci siano voti dispersi sotto le soglie.
| Voce | Seggi |
|---|---|
| 42% di 314 seggi proporzionali | circa 132 |
| Premio | 70 |
| Totale del vincitore | circa 202 su 400 |
202 è poco più della maggioranza assoluta (201). Il premio effettivo, cioè i seggi in più rispetto a un riparto tutto proporzionale su 384, è al massimo di 41 seggi, proprio al 42%, e cala man mano che il vincitore cresce: oltre il 57% circa si azzera, perché a quel punto il vincitore avrebbe comunque quei seggi.
Chi vince non può superare 220 deputati (il 55% di 400). Nel conto entrano i seggi proporzionali, i 70 del premio e quelli vinti in Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige; restano fuori quelli dell'estero. Se il totale supera 220, il premio resta intero ma si tagliano i seggi proporzionali del vincitore: riceve 150 seggi (meno quelli di VdA e TAA) più 70, e gli altri si dividono 164 seggi.
Al Senato il tetto è 113: se il vincitore lo supera, gli si tolgono seggi proporzionali regione per regione finché, contando anche VdA e TAA, gliene restano 78, e quei seggi passano agli altri.
Con i voti di lista del 2022, il centrodestra avrebbe avuto il 43,8%. Supponendo lo stesso esito al Senato, il simulatore del corso gli assegna 218 seggi su 384 (148 proporzionali più 70 di premio), due sotto il tetto. Se il Senato avesse dato un risultato diverso, senza premio si sarebbe fermato a 181.
Fonti verificate il 09/10/2026: DPR 361/1957 artt. 1 c. 4, 3, 14-bis c. 3-bis, 18-bis c. 2-bis, 19 c. 4, 83 c. 1 lett. e-ter…f-ter e cc. 1-bis, 1-ter, 85 c. 1-bis come modificati; D.Lgs 533/1993 artt. 1 c. 2, 8 c. 1-bis, 16-bis come modificati; dossier Servizi Studi 16/09/2026, pp. 6-8, 21-25, tabelle 2, 3 e 9; simulazione ECCOCI! con i voti di lista Camera 2022.
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