Il FNA è il canale nazionale che finanzia gli interventi sociali per la non autosufficienza. Nasce con la L. 296/2006 (legge di bilancio 2007) ed è strutturale: c'è ogni anno, non è un bonus una tantum. È la gamba sociale del sistema (i servizi degli Ambiti territoriali), distinta dalla gamba sanitaria (finanziata dal Fondo Sanitario Nazionale). Tienile separate mentalmente: sono due tubi diversi che dovrebbero convergere sulla stessa persona.
Il FNA non si spende alla cieca: viene programmato dal Piano Nazionale per la Non Autosufficienza (PNNA), triennale. Il piano vigente è il PNNA 2025-2027, adottato con DPCM del 20/04/2026. Le risorse FNA per il triennio:
Due novità del PNNA 2025-2027 da segnare: il doppio binario di programmazione anziani/disabili (risorse e criteri distinti per le due platee) e l'introduzione di soglie ISEE più alte per i casi più gravi (fino a 65.000 euro per le situazioni di maggiore gravità in alcuni interventi), che allargano la platea rispetto alle soglie storiche molto basse. Il riparto alle Regioni è fissato nelle tabelle allegate al DPCM.
Sopra il FNA strutturale si è innestato il PNRR, Missione 5 Componente 2, con investimenti dedicati all'autonomia degli anziani non autosufficienti e alla sanità territoriale (le Case della Comunità del DM 77 di due giorni fa arrivano da qui). Il PNRR però ha una caratteristica cruciale: è una tantum e a scadenza (fine 2026). Costruisce infrastrutture e avvia servizi, ma non li finanzia per sempre.
La catena è: Stato (FNA + PNRR) → Regioni (che programmano e ripartiscono) → Ambiti Territoriali Sociali (che erogano i servizi ai cittadini). Ogni passaggio è un punto in cui le risorse possono rallentare, restare inutilizzate o essere spese in modo disomogeneo. Per un consulente, sapere dove si inceppa la catena vale quanto sapere quanto vale il fondo.
Verifica critica. Tre avvertenze. (1) 3 miliardi sembrano tanti ma vanno pesati: distribuiti su tre anni e su una platea di milioni di non autosufficienti, sono una frazione del bisogno stimato; sindacati (CGIL-SPI incluse) hanno giudicato il PNNA 2025-2027 sotto-finanziato e in ritardo. (2) Il nodo è la frammentazione: FNA sociale + Fondo sanitario + risorse regionali + PNRR sono canali separati, con tempi e regole diversi, che faticano a convergere sul singolo progetto (torna il tema del budget di progetto del giorno 6). (3) La sostenibilità oltre il 2026: quando finisce il PNRR, chi paga la gestione ordinaria dei servizi avviati? È la domanda che distingue un investimento da una promessa. Distingui sempre le risorse strutturali (FNA) da quelle temporanee (PNRR).
In sintesi. Il finanziamento poggia sul FNA strutturale (L. 296/2006), programmato dal PNNA 2025-2027 (DPCM 20/04/2026, circa 3 miliardi sul triennio, con doppio binario anziani/disabili e nuove soglie ISEE), più la spinta a termine del PNRR M5C2. I soldi scendono Stato → Regioni → Ambiti. I limiti veri: importi sotto il bisogno, canali frammentati, sostenibilità incerta dopo il 2026. Domani scendiamo sul territorio: il Piemonte e il VCO.
Prova a rispondere a voce in 60-90 secondi, poi controlla i punti chiave. Sono le domande su cui misuri se hai capito davvero.