2026-10-10
Areale (Domani)
L'elefante nella stanza sono i maschi
Un'analisi approfondisce come le dinamiche di genere influenzino la percezione e l'azione sulla crisi climatica. I sondaggi mostrano una minore preoccupazione per il clima tra gli uomini, spesso legata a una percezione di minaccia alla propria mascolinità.
- Sondaggi indicano che gli uomini si preoccupano meno del clima rispetto alle donne, trasversalmente a culture e sistemi politici.
- Ricerche suggeriscono che gli uomini percepiscono la preoccupazione per il clima come una minaccia alla loro mascolinità.
- Le soluzioni comunicative tradizionali falliscono; l'unico meccanismo efficace per motivare gli uomini sembra essere il risparmio economico.
- La transizione ecologica offre un'opportunità per ripensare e superare la mascolinità tossica.
- La narrazione climatica deve essere modulata, usando ragioni morali per alcuni e ragioni economiche per altri, a seconda del contesto.
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2026-10-10
Areale (Domani)
Non c'è clima stabile senza pace
A un mese dalla COP31, emerge una riflessione critica sulla diplomazia climatica, percepita come un meccanismo autoreferenziale e disconnesso dalle crescenti crisi geopolitiche e ambientali globali. Si sottolinea l'urgenza di un linguaggio più accessibile e di un'azione che trascenda i confini istituzionali.
- La COP31 è vista come una conferenza 'di passaggio', priva di obiettivi simbolici o istituzionali chiari, nonostante le gravi crisi globali.
- La diplomazia climatica è criticata per la sua tendenza a generare processi interni, ignorando le escalation geopolitiche e ambientali reali.
- Eventi come Hormuz, l'11 settembre dell'Himalaya e un El Niño senza precedenti evidenziano la disconnessione tra negoziati e realtà.
- Si propone di reintrodurre un linguaggio più comprensibile, come 'prevenzione climatica', per rendere le politiche più accessibili al pubblico.
- Il futuro delle COP dipende dalla loro capacità di uscire dal perimetro istituzionale e affrontare direttamente le sfide del mondo reale.
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