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Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate 2025 01 / 15
Dodicesima indagine — Itinerari Previdenziali
Chi paga le tasse
in Italia?
L’analisi delle dichiarazioni dei redditi 2023 (IRPEF): quanti versano, quanto versano, e chi non versa nulla. 16 anni di serie storica. La sostenibilità del welfare.
Fonte: MEF & Agenzia delle Entrate — elaborazioni Centro Studi Itinerari Previdenziali, aprile–maggio 2025 — anno d’imposta 2023
42,6 mln dichiaranti 33,5 mln versanti 207 mld IRPEF totale 1.028 mld redditi dichiarati
Il quadro generale — IRPEF 2023 02 / 15

I numeri chiave delle dichiarazioni 2023

42,6 mln
dichiaranti / contribuenti
(+1,29% sul 2022)
33,5 mln
versanti (pagano ≥1 € IRPEF)
massimo storico dal 2008
9,0 mln
dichiaranti che non versano
nulla (o hanno imposta zero)
59,0 mln
abitanti totali
(-32.932 sul 2022)
1.006 mld
redditi dichiarati (al netto
cedolare secca) +5,86%
185,6 mld
IRPEF ordinaria netta
(+9,42% sul 2022)
207,2 mld
IRPEF totale con addizionali
regionali e comunali
43,1%
italiani senza reddito dichiarato
(vivono a carico di altri)
Ogni contribuente corrisponde a 1,386 abitanti: su 59 milioni di italiani, quasi 1 su 2 non versa imposte e vive a carico della collettività.
Fonte: MEF, Agenzia delle Entrate — dichiarazioni 2024, anno d’imposta 2023. Elaborazioni Itinerari Previdenziali (aggiornamento 16 aprile 2025).
Distribuzione IRPEF per fascia di reddito 03 / 15

Chi versa quanto: la piramide fiscale italiana

Fino a 7.500 € (19,9% cittadini)
0,09%
7.500–15.000 € (18,1% cittadini)
1,10%
15.000–20.000 € (11,9% cittadini)
4,45%
20.000–29.000 € (22,7% cittadini)
17,48%
29.000–35.000 € (10,2% cittadini)
13,16%
35.000–55.000 € (11,4% cittadini)
23,40%
55.000–100.000 € (4,2% cittadini)
17,88%
Oltre 100.000 € (1,65% cittadini)
22,43%
Il 37,98% dei cittadini (redditi fino a 15.000 €) paga soltanto l’1,19% di tutta l’IRPEF.
Fonte: elaborazioni Itinerari Previdenziali su dati MEF, dichiarazioni 2024, anno d’imposta 2023 (al netto TIR).
La concentrazione fiscale 04 / 15

Il 17% degli italiani paga il 64% di tutta l’IRPEF

37,98%
cittadini (redditi <15.000 €)
paga solo l’1,19% dell’IRPEF
44,84%
cittadini (redditi 15.000–35.000 €)
paga il 35,09% dell’IRPEF
17,17%
cittadini (redditi >35.000 €)
paga il 63,71% dell’IRPEF
72,59%
italiani con redditi <29.000 €
paga il 23,13% dell’IRPEF
27,41%
italiani con redditi >29.000 €
paga il 76,87% dell’IRPEF
5,82%
italiani (55.000–300.000+ €)
paga il 40,31% dell’IRPEF
556.548 contribuenti con redditi 100.000–200.000 € pagano da soli il doppio dell’IRPEF versata da 21,2 milioni di contribuenti con redditi fino a 20.000 €.
Solo lo 0,14% dei cittadini (59.553 persone) dichiara redditi oltre 300.000 € e paga il 6,94% di tutta l’IRPEF: imposta media 241.275 € a testa.
Fonte: elaborazioni Itinerari Previdenziali su dati MEF, anno d’imposta 2023 (al netto TIR).
Aliquote medie effettive per fascia di reddito 05 / 15

Le aliquote reali: effetto TIR e agevolazioni

Con TIR e agevolazioni
0–10.000 €
~0%
10.000–15.000
3,64%
15.000–20.000
8,52%
20.000–26.000
12,65%
29.000–35.000
17,50%
35.000–55.000
22%
Oltre 300.000
38,40%
Il paradosso fiscale
  • Redditi fino a 12.000 €: aliquota effettiva <2% grazie al TIR
  • Tra 7.500 e 15.000 € l’aliquota è addirittura negativa: lo Stato restituisce più di quanto incassa
  • Un reddito da 100.000–200.000 € paga 1.916 volte l’imposta di chi dichiara fino a 7.500 €
  • Un reddito da 35.000 € paga quasi 3 volte quello da 20.000 € nonostante un reddito solo 1,75 volte superiore
  • La flat tax al 15% proposta sarebbe peggiorativa per il 65,95% dei contribuenti
  • L’aliquota media nazionale: 19,92% con TIR, 20,40% senza TIR
Il TIR ha ridotto il gettito di 4,4 miliardi nel 2023 (beneficiari: 5 milioni di contribuenti). La riduzione rispetto al 2021 (-9 mld) è stata più che compensata dall’aumento di detrazioni (+10 mld).
Fonte: tabella 1.2 indagine Itinerari Previdenziali — anno d’imposta 2023.
I lavoratori dipendenti 06 / 15

Dipendenti: 53% dei contribuenti, 52% dell’IRPEF

22,7 mln
lavoratori dipendenti dichiaranti
(53,3% del totale)
96,8 mld
IRPEF versata (netto TIR)
53,3% del totale IRPEF
33,3%
dipendenti con redditi <15.000 €
non paga alcuna imposta (7,6 mln)
2,16%
IRPEF versata dai dipendenti
con redditi fino a 20.000 €
Fasce critiche
  • Redditi <15.000 € (33,3%): imposta negativa per effetto TIR — lo Stato paga loro
  • 15.000–20.000 € (12,2%): imposta 801 € pro capite — insufficiente per i soli costi sanitari (2.222 €)
  • 20.000–29.000 € (27,4%): 2.248 € pro capite — copre la sanità ma non l’assistenza
  • 35.000+ € (15,4%): soli 3,6 mln dipendenti, ma pagano il 62,19% di tutta l’IRPEF dei dipendenti
Confronto estremi
  • Dipendenti >300.000 €: solo 21.567 persone (0,10%) ma pagano il 6,10% dell’IRPEF dei dipendenti
  • Imposta media >300.000 €: 273.763 € (247 volte quella del reddito 15.000–20.000)
  • I 14,3 milioni di dipendenti + a carico con redditi <20.000 € costano alla collettività 30 mld/anno solo per la sanità
  • 18.709.000 lavoratori dipendenti attivi a dicembre 2023 (di cui 15,7 mln a tempo indeterminato)
Fonte: tabella 2.4 — Itinerari Previdenziali su dati MEF, anno d’imposta 2023.
Lavoratori autonomi & pensionati 07 / 15

Autonomi: pochi dichiaranti, alta dispersione. Pensionati: categoria più numerosa

Lavoratori autonomi (imprenditori + P.IVA + soci)
  • 2.178.816 dichiaranti (-54.000 sul 2022), 5,684 mln stimati regolari
  • Il 30,5% dichiara redditi <15.000 € (457 € imposta media — pari a 330 € pro capite)
  • Trend positivo: calano gli autonomi con redditi bassi, crescono quelli con redditi medi
  • Quota ISA (Indici Sintetici Affidabilità): elevata variabilità — nel regime forfettario flat tax al 15%, reddito prevalente 83,96%
  • 1.610.420 autonomi con flat tax agevolata (stima) — impatto stimato −3 mld di gettito
Pensionati
  • 21.375.399 dichiaranti (secondo categoria per numerosità)
  • 93,24% del reddito da pensione prevalente
  • 513.197 pensionati ancora lavoratori dipendenti; 64.865 anche imprenditori
  • Il 40,4% dei 16,2 mln pensionati è assistenziale (pensioni sociali, invalidità civile, accompagnamento, maggiorazioni sociali) — finanziato dalla fiscalità generale
  • ~9 mln pensionati nelle prime due fasce di reddito (<15.000 €): totalmente assistiti dallo Stato
  • Spesa previdenziale assistenziale nel 2023: parte rilevante dei 164,4 mld di spesa assistenziale totale
La categoria “altri redditi” che aderisce a regimi fiscali agevolati (flat tax) è cresciuta: 1.610.424 soggetti che forniscono solo il 2,50% dell’IRPEF pur avendo un reddito prevalente all’83,96%.
Fonte: tabelle 2.1, 2.3, 2.5 — Itinerari Previdenziali su dati MEF, anno d’imposta 2023.
La geografia fiscale italiana 08 / 15

Nord vs Sud: il divario fiscale è enorme

Nord
63,3% dell’IVA versata
(27,5 mln abitanti • 61,9% del volume affari)
Centro
25,3% dell’IVA versata
(11,7 mln abitanti • 23,9% del volume affari)
Sud+Isole
10,8% dell’IVA versata
(19,8 mln abitanti • 12,3% del volume affari)
Lombardia (IVA pro capite)
5.539 €
Nord (media pro capite)
3.615 €
Centro (media pro capite)
3.395 €
Sud+Isole (media pro capite)
860 €
Un lombardo paga 6,44 volte l’IVA pro capite di un cittadino del Sud. Con consumi simili sui beni base, l’evasione IVA stimabile al Sud vale almeno 17 miliardi l’anno.
Fonte: tabella 4.6 — Itinerari Previdenziali su dati MEF, anno d’imposta 2023 • IVA gettito 2023: 157 miliardi (+9,36%).
Serie storica 2008–2023 — 16 anni a confronto 09 / 15

16 anni: redditi cresciuti meno dell’inflazione, spesa welfare +45%

+28,46%
crescita redditi dichiarati
2008→2023
+30,87%
inflazione nello stesso
periodo (FOI)
+45%
crescita spesa welfare
2008→2023
+34,34%
crescita gettito IRPEF
totale al lordo TIR
Versanti: mai così tanti
  • 2008: 31,1 mln versanti → 2023: 33,5 mln (+7,89%)
  • Record storico nel 2023: 56,85% della popolazione versa IRPEF
  • 2020 (pandemia): minimo storico a 30,3 mln (-2,68%)
  • Recupero forte: +3,42% nel 2021, +3,21% nel 2022, +3,61% nel 2023
  • Dichiaranti 2023: 42,6 mln, anche qui massimo storico (+767.000 sul 2008)
Lo slittamento verso l’alto
  • Le prime 3 classi (<20.000 €) perdono 6,5 mln di contribuenti in 16 anni
  • Le classi 20.000–55.000 € guadagnano +6,3 mln di contribuenti
  • Segnale positivo: riduzione della base di redditi bassi, crescita dei medi
  • Ma l’addizionale regionale IRPEF cresce del +83,22% e quella comunale +113,21% (taglio trasferimenti agli enti locali)
  • Popolazione italiana: -1,75% dal 2008, trend decrescente dal 2014
Fonte: tabelle 5.1–5.10 — Itinerari Previdenziali, serie storica 2008–2023.
Andamento IRPEF 2008–2023 10 / 15

L’IRPEF cresce, ma meno del welfare

146,2 mld
IRPEF netta 2008
(Base 100)
185,6 mld
IRPEF netta 2023
(+26,97% in termini reali)
157,4 mld
IRPEF totale + addizionali 2008
(Base 100)
207,2 mld
IRPEF totale + addizionali 2023
(+31,57%)
IRPEF 2023 vs 2008
+26,97%
Inflazione 2023 vs 2008
+30,87%
PIL 2023 vs 2008
+30,59%
Addiz. regionale 2023 vs 2008
+83,22%
Addiz. comunale 2023 vs 2008
+113,2%
I redditi crescono MENO dell’inflazione e del PIL, ma la spesa per welfare è cresciuta del 45% (+35% solo dal 2012). Il gap è coperto da debito pubblico.
Fonte: tabella 5.6–5.7 — Itinerari Previdenziali; PIL e inflazione: Istat.
Il finanziamento del welfare italiano 11 / 15

Sanità, assistenza, scuola: 318 miliardi. Chi paga?

131,1 mld
spesa sanitaria 2023
2.222 € pro capite
164,4 mld
spesa assistenziale 2023
2.787 € pro capite (+125% dal 2008!)
74,5 mld
spesa istruzione 2023
1.262 € pro capite (3,5% PIL)
6.271 €
costo welfare pro capite
(sanità+assistenza+scuola)
  • Le imposte dirette totali (IRPEF+addiz.+IRES+IRAP+ISOST = 285,3 mld) non bastano a coprire le tre spese: servono anche 32,8 mld di IVA
  • Per le altre funzioni statali (ordine pubblico, giustizia, viabilità, investimenti) rimangono solo le residue imposte indirette e il debito
  • Solo il 17,7% degli italiani (redditi >35.000 €) paga un’IRPEF pro capite sufficiente a coprire sanità+assistenza+scuola (7.239–241.275 €)
  • Il 49,9% degli italiani (redditi <20.000 €) versa 11,69 mld di IRPEF ma costa alla collettività 56,39 mld/anno per la sola sanità
  • Redistribuzione totale per sanità+assistenza+scuola: 233,9 miliardi = 1,13 volte l’intera IRPEF
Fonte: tabella 6.2 — Itinerari Previdenziali; DEF 2025 per entrate e spese.
L’assistenza: più si spende, più aumentano i poveri 12 / 15

73 mld nel 2008, 164 mld nel 2023: +125% in 15 anni

73 mld
spesa assistenziale 2008
(base di partenza)
164,4 mld
spesa assistenziale 2023
(+125% in 15 anni)
2,1 mln
poveri assoluti 2008
(prima della “cura”)
5,7 mln
poveri assoluti 2023
(+171% nonostante la spesa)
La crescita della spesa
  • +4,3% annuo fino al 2019
  • +8% annuo dal 2019 al 2023 (doppio del PIL nominale)
  • 18 mld/anno per AUUF (Assegno Unico Universale Figli) nel 2023 → 20 mld nel 2024
  • Reddito di Cittadinanza + pensione + emergenza 2019–2023: 38 mld totali
  • ADI 2024 (6 mesi): 697.640 nuclei, assegno medio 618 €/mese, stima 4,7 mld/anno
  • Decontribuzioni 2021–2023: 68 mld di mancato gettito INPS
Il paradosso: più spesa, più poveri
  • Poveri relativi: 6,5 mln nel 2008 → 8,5 mln nel 2023
  • Debito pubblico: 1.739 mld (2008) → 2.965 mld (dic. 2024) +1.226 mld in 16 anni
  • ISEE come “motore del sommerso”: più dichiari, meno aiuti. Incentivo strutturale a dichiarare meno
  • 9,3 mln di nuclei ISEE nel 2024 (record): oltre il 50% delle famiglie italiane nel 2025
  • Italia 1a in Europa per evasione: 190,9 mld/anno evasi (Parlamento europeo), 3.156 € pro capite
Fonte: tabella 6.3 — Itinerari Previdenziali; dati Istat sulla povertà; elaborazioni Centro Studi.
La grande redistribuzione 13 / 15

L’80,56% delle imposte dirette viene redistribuito

56,4 mld
redistribuzione per sanità
(solo prima fascia <20.000 €)
82,0 mld
redistribuzione per assistenza
(fasce <20.000 €)
61,7 mld
redistribuzione per istruzione
(48,9 mln beneficiari)
233,9 mld
redistribuzione totale 3 funzioni
= 1,13 volte l’intera IRPEF
  • Il 34,64% di tutte le entrate fiscali nette (675,3 mld) va a coprire solo queste 3 funzioni di welfare
  • Viene redistribuito l’80,56% di tutte le imposte dirette (290,4 mld)
  • Beneficiari: l’82,83% della popolazione, e in particolare il 72,59% con redditi sotto i 29.000 €
  • Per tutto il resto (ordine pubblico, giustizia, difesa, investimenti, viabilità): solo residui e debito
  • Spesa pubblica totale 2023: 1.150 mld. Saldo negativo: 149,5 mld (deficit). Spesa pro capite: 19.492 €
  • Solo il 5,82% dei contribuenti (redditi 55.000–300.000+) versa abbastanza da essere “autosufficiente” (15.042–174.095 € pro capite) rispetto alla spesa pubblica
Fonte: cap. 6.4 — Itinerari Previdenziali; DEF/DFP 2025.
Le proposte — cosa fare 14 / 15

Le proposte di Itinerari Previdenziali per correggere le distorsioni

Correzioni urgenti
  • Completare l’anagrafe nazionale dell’assistenza (approvata 2022, mai realizzata): eliminare le prestazioni percepite indebitamente
  • Calcolare le agevolazioni sul reddito NETTO (non lordo): ridurrebbe la regressività del sistema
  • Introdurre il “contrasto di interessi”: deducibilità per spese familiari documentate — incentiva l’emersione
  • Inviare a ogni cittadino un estratto conto tasse pagate vs. servizi ricevuti
Riforme strutturali
  • Rivedere l’ISEE: oggi incentiva a dichiarare meno. Riforma necessaria per non ampliare l’evasione
  • Abolire la flat tax (15%) per i regimi agevolati: non prevede detrazioni, incentiva elusione ed evasione
  • Ridurre progressivamente la spesa assistenziale e verificarne l’efficacia: più spesa = più poveri (dati Istat)
  • Convocare chi non ha mai lavorato oltre i 35 anni: presa in carico attiva, non solo sussidio
  • Nessun senso ridurre le imposte per redditi <25.000 € che già pagano zero (TIR) e non versano contributi (decontribuzioni)
In sintesi: il vero problema italiano non è un’eccesso di tasse in assoluto, ma una loro distribuzione abnorme. Il 17,17% di cittadini sopporta il 63,71% dell’IRPEF e non è rappresentato da nessuno schieramento politico.
Fonte: cap. 6.5–6.7 — Itinerari Previdenziali, Osservatorio sulla spesa pubblica 2025.
Le scomode verità — sintesi finale 15 / 15

Un Paese di “poveri benestanti” con un welfare insostenibile

190,9 mld
evasione fiscale annua
1a in Europa (Parlamento UE)
150 mld
spesa degli italiani
per il gioco d’azzardo 2023
3.000 mld
debito pubblico inizio 2025
(+1.226 mld in 16 anni)
33,5 mln
versanti: record storico 2023
segnale di ripresa economica
  • Segnale positivo: record di versanti (33,5 mln), redditi medi in crescita, “slittamento verso l’alto” delle fasce di reddito
  • Il sistema fiscale italiano redistribuisce il 80,56% delle imposte dirette — più della media UE per distanza
  • Non è vero che “siamo un Paese oppresso dalle tasse”: i veri oppressi sono meno del 20% della popolazione
  • Il restante 80% o non paga nulla o paga troppo poco per pagarsi autonomamente anche la sola sanità
  • La spesa assistenziale è raddoppiata dal 2008: i poveri sono triplicati. Il modello non funziona
  • Il debito pubblico aumenta di 150+ mld l’anno: le generazioni future pagheranno il costo delle promesse elettorali di oggi
  • La soluzione non è ridurre le tasse ai poveri (già a zero) ma far emergere i redditi veri attraverso contrasto di interessi, anagrafe assistenza, riforma ISEE
Fonte: Dodicesima indagine sulle dichiarazioni dei redditi 2023 — Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, aprile–maggio 2025. Sintesi a cura di ECCOCI! • siamoeccoci.it
Gigi Bacchetta  ·  ECCOCI!  ·  siamoeccoci.it